CHIETI – Il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Barbara Stella, interviene sulla vicenda riguardante l’interdizione del primario della clinica cardiochirurgica dell’Ospedale SS. Annunziata di Chieti, Gabriele Di Giammarco. ieri raggiunto da un provvedimento di interdizione dalla professione per la durata di 12 mesi perché accusato di truffa ai danni di un ente pubblico e falso ideologico. La misura, eseguita dai militari della compagnia di Chieti della guardia di finanza ed accompagnata da alcune perquisizioni, è stata disposta dal gip del Tribunale di Chieti Luca De Ninis: l’inchiesta, che ha riguardato l’attività del docente svolta nel 2019, è coordinata dal procuratore capo della Repubblica del capoluogo teatino Francesco Testa e dal sostituto Giancarlo Ciani.
“Quanto ho appreso nelle ultime ore dalla stampa locale è inquietante, ero intervenuta più e più volte nei mesi scorsi e questo non fa che avvalorare quanto già ribadito in passato. È evidente che ci sono dei problemi all’interno dell’UOC di cardiochirurgia dell’ospedale teatino e se dovesse essere confermato, si devono prendere provvedimenti al più presto. Prima dell’emergenza sanitaria Covid-19 era in atto un audit proprio relativamente alla clinica cardiochirurgica, poiché anche la stessa Asl aveva riscontrato una situazione di malessere all’interno del reparto, tale da mettere a rischio la continuità assistenziale”.
“Pertanto chiedo all’Assessore Verì e al direttore generale Schael che fine abbia fatto la Commissione istituita ad hoc per il reparto guidato dal Prof. Di Giammarco, e soprattuto a quali risultati abbia portato e se abbiano riscontrato o meno delle anomalie gestionali e organizzative”.
Prosegue la pentastellata regionale, “in merito all’interdizione del primario della UOC non voglio entrare nel merito perché sarà il giudice eventualmente ad accertare o meno se sono stati effettuati degli illeciti, ad ogni modo se dovesse essere vero quanto ho appreso dai giornali sarebbe un fatto gravissimo, da stigmatizzare immediatamente. Mi auguro che al più presto si possa fare chiarezza e ristabilire un clima sereno all’interno del reparto, perché i pazienti ne hanno il pieno diritto, per la loro tranquillità e per la loro salute”.





