CHIETI – Nuovo rinvio a giudizio per l’ex re delle cliniche private Vincenzo Angelini, che questa volta deve rispondere dell’accusa di abbandono di persone incapaci e truffa.
Insieme a lui sono stati rinviati a giudizio in concorso la figlia Chiara Angelini, la moglie Annamaria Sollecito, Giovanni Pardi, che all’epoca ricopriva il ruolo di coordinatore operativo delle strutture psicoriabilitative di Villa Pini, il medico psichiatra del Centro di salute mentale della Asl Claudio Cignarale, delegato alla vigilanza e controllo delle strutture, e Vincenzo Recchione responsabile del dipartimento assistenza sanitaria ospedaliera.
Il processo è stato disposto dal giudice Antonella Redaelli a seguito di indagini partite nel 2009 con l’arrivo a Chieti di una commissione parlamentare d’inchiesta guidata dall’attuale sindaco di Roma, Ignazio Marino, che fece, insieme al Nas e al Noe, un sopralluogo in alcune strutture per malati di mente del gruppo Villa Pini.
Il sopralluogo si concluse con un verbale che accertava diverse irregolarità sia dal punto di vista delle autorizzazioni all’esercizio che da quello strutturale e organizzativo, inviato subito in procura.
Un documento che ispirò anche l’ordinanza con cui l’allora sindaco di Chieti, Francesco Ricci, chiuse per 5 anni le strutture oggetto dell’ispezione: le Villette e il Padiglione, in via per Torrevecchia, l’ex Paolucci alla Pietra Grossa e l’ex Cantatore in via dei Frentani.
L’ordinanza provocò non pochi problemi ai pazienti e alle loro famiglie, per il fatto di dover trovare una ricollocazione idonea per i malati.
L’avvocato di Angelini, Sergio Menna, si è detto certo di “poter dimostrare in aula che la tesi dell’accusa è infondata”.
La difesa si baserà sui risultati di un sopralluogo dei carabinieri dei Nas, di poco successivo a quello del luglio 2009, che attesterebbe che “la situazione già ai primi di settembre di quell’anno si era ristabilita”, dice Menna, e sulla relazione di una commissione regionale che avrebbe accertato che, “grosso modo i malati erano ricoverati esattamente dove dovevano stare”.
Secondo l’avvocato, infine, “Angelini e la famiglia hanno appreso con serenità il nuovo rinvio a giudizio, sicuri che verrà ristabilita la verità dei fatti”.





