CHIETI – Il Comune di Chieti ammette di aver fatto un “buco nell’acqua” e fa marcia indietro, annullando le bollette che si riferiscono al pagamento dell’acconto del canone idrico relativo all’anno 2012.
Ad annunciarlo è lo stesso sindaco, Umberto Di Primio. A fine novembre, la società di riscossione comunale, Teateservizi, ha inviato ai cittadini una doppia e salata bolletta, con il saldo del 2011 e un acconto dell’80 per cento relativo al 2012, senza possibilità di rateizzazione.
In seguito, è stato spiegato che pagare a rate era invece possibile, e che la bolletta del 2012 poteva essere pagata entro il 20 dicembre e non entro il 10, come era stato stabilito all’inizio. È rimasto, però, il problema delle inesattezze che diversi cittadini hanno riscontrato sulle loro bollette.
Intanto, dall’opposizione, il capogruppo del Partito democratico Alessio Di Iorio e l’ex assessore Luigi Febo, da tempo stavano chiedendo al Comune di riparare agli errori commessi emettendo una nuova bollettazione, visto che non tutti i 23 mila utenti teatini erano stati messi a conoscenza dei cambiamenti decisi dal Comune circa il pagamento della bolletta relativa al 2012.
Di Iorio e Febo questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, prima di sapere del passo indietro del Comune, avevano anche annunciato di andare con un gazebo quartiere per quartiere a raccogliere tutte le bollette errate per rispedirle al Comune.
Alla fine Di Primio è stato costretto a fare esattamente quanto chiesto dall’opposizione, ovvero procedere a all’invio di nuove bollette.
“A causa delle inesattezze commesse dalla società Teateservizi, incaricata della riscossione, sono stato costretto, più volte, ad intervenire sulle modalità di pagamento delle bollettazioni -dice Di Primio – Dapprima, credendo fosse solo quello il problema. Da ultimo, ed a seguito di ulteriori verifiche ed approfondimenti, sono state rilevate una serie di incongruenze ed inesattezze nella emissione delle bollette relative all’acconto 2012 che hanno richiesto un deciso e perentorio mio intervento”.
Con delibera di giunta stamane il Comune ha dunque chiesto alla Teateservizi, in via d’urgenza, di annullare le bollette relative al 2012 e di provvedere ad una nuova emissione prevedendo la possibilità di pagamento in tre rate e la quantificazione del consumo presunto tenendo conto dei metri cubi fatturati per il 2011 sulla base, però, di un lasso di tempo di dodici mesi e non di quelli considerati nella fatturazione della Teateservizi.
“Tengo a precisare – ha rimarcato il sindaco – che il provvedimento di cui sopra è stato deciso di adottarsi per evitare disagi ai cittadini e affrancare la Teateservizi, quindi il Comune, da ricorsi”.
Il sindaco ha concluso dicendo “che la grave situazione economica in cui l’Ente si trova è colpa anche del governo di centrosinistra che mi ha preceduto, lasciando in eredità oltre otto milioni di euro di debiti nei confronti di Aca, per fatture di acqua non pagate relative agli anni 2006-2007-2008 e non provvedendo ad emettere bollette per la riscossione dei ruoli dell’acqua per diversi anni, costringendo così la mia amministrazione a richiedere ai cittadini di pagare quelle annualità arretrate e a questi ultimi di sobbarcarsi l’onere di pagare in modo ravvicinato somme che avrebbe potuto corrispondere in più annualità”.
Di Iorio e Febo, però, contestano questa tesi ricorrendo a una fonte che non può essere considerata di parte: il collegio dei revisori dei conti, che nel parere al preventivo 2012, alle pagine 76 e 77, parlano di 5.571.904 euro che la passata amministrazione asseriva di aver accantonato per il pagamento dell’Aca.
“I soldi c’erano – ha concluso Di Iorio – noi non abbiamo lasciato nessuna cambiale con l’Aca. E con questo documento speriamo che la maggioranza la smetta di camuffare la propria incapacità di gestione gettandone la colpa su chi li ha preceduti”. (ar.ia.)






