CHIETI – “Sono molto tranquillo e sicuro di non aver commesso nulla di di penalmente rilevante”.

Lo dichiara il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, dopo la chiusura delle indagini preliminari da parte del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia dell’Aquila Fabio Picuti, relative alla vicenda Megalò 3.

Indagini a carico dello stesso Di Primio, dell’imprenditore Enzo Perilli, del segretario generale dell’Autorità di bacino Michele Colistro, del commercialista della Akka Paolo Di Martino e degli architetti Giovanni Melozzi e Umberto Di Renzo.

Perilli, in particolare, è accusato del traffico illecito di rifiuti e rappresenta l’anello di collegamento con l’inchiesta collegata “Terre d’oro”, sugli sversamenti a ridosso del fiume Pescara nella zona, appunto, del Megalò.

Di Primio e Colistro, devono invece rispondere per l’esercizio della funzione, in quanto avrebbero favorito lo stesso Perilli nella realizzazione dell’opera.

Al centro dell’indagine, la realizzazione del progetto Megalò 3. Come si legge sul quotidiano Il Messaggero, i due “per quanto di propria competenza avrebbero favorito l’imprenditore Perilli nella realizzazione dell’imponente opera, superando gli ostacoli burocratici”. 

“Aspetto di vedere le risultanze dell’indagine – dice Di Primio – e deciderò di chiedere se essere ascoltato”.