CHIETI – È quasi alba a Chieti, ma il rossore del cielo è per le fiamme: brucia la discarica abusiva di Colle Marconi, evacuate le case vicine.
È di origine ritenuta quasi certamente dolosa, l’incendio che ha svegliato la città nella notte tra sabato 27 e domenica 28, e che ha visto al rogo rifiuti di ogni genere: sostanze tossiche, pile, immondizia, plastiche e vetri.
L’intervento dei Vigili del fuoco ha anche subìto un ritardo per la difficoltà nel transitare lungo la strada franata che circonda la discarica abusiva.
La strada provinciale della zona Colle Marconi, che collega Chieti a Casalincontrada, è infatti interrotta da mesi.
Fiamme alte e nube grigia sul territorio teatino, nell’attesa ansiosa dei Vigili del Fuoco, avvisati tempestivamente.
Molte case sono state evacuate spontaneamente per timore.
MARZOLI: “ADESSO UN PIANO DI BONIFICA”
“Il bruttissimo incendio della discarica abusiva di Colle Marcone di questa notte è un episodio inquietante che desta rabbia, sgomento e forte preoccupazione. Gravissimo che si conoscesse da tempo l’esistenza di rifiuti pericolosi sulla collina teatina e che, nonostante questo, non si sia riusciti ad impedire che quei rifiuti potessero essere incendiati”.
Lo scrive in una nota il consigliere comunale teatino del Partito democratico Alessandro Marzoli.
“Non è bastato un ampio servizio del quotidiano Il Centro che ha acceso i riflettori sulla discarica per evitare la vergogna dell’ incendio, divampato di notte pochi giorni dopo che la notizia è stata divulgata e senza che si siano aumentati controlli e vigilanza sul sito a rischio – prosegue – In queste ore moltissimi cittadini di Chieti, Bucchianico e delle aree circostanti sono preoccupati per la loro salute e per quello che fumi e residui dell’incendio possono causare”.
Secondo Marzoli, “oltre a fare di tutto per accertare le responsabilità di questo crimine commesso contro la nostra terra d’Abruzzo e contro il territorio teatino è indispensabile che sindaco e autorità preposte siano vicini agli abitanti. Chiediamo pertanto al Comune di Chieti e agli organi competenti, anche per evitare inutili allarmismi – scrive – che vengano informati immediatamente i cittadini di Chieti e delle aree limitrofe sui dati relativi alla qualità dell’ aria, sugli accorgimenti da utilizzare per diminuire i rischi di contatto con agenti pericolosi e su tutte le future iniziative necessarie per proteggere persone, animali, acque e raccolti”.
“Riteniamo infine indispensabile un immediato piano di bonifica dell’area incendiata con tempi certi, un maggiore controllo sui siti di stoccaggio rifiuti a rischio incendio e maggiore attenzione sulla concessione di autorizzazioni per il deposito di rifiuti in modo da limitare al massimo in futuro altri indecenti episodi sulla nostra terra come quello di questa notte”, conclude.
L’ALTRA CHIETI E SEL: “VELENI SULLA CITTA’, DI PRIMIO SI DIMETTA”
“Ogni grammo di plastica (e non solo) si trasforma in un’imponente quantità di veleni, che il fumo disperde su tutta la città”.
Questo l’allarme lanciato in relazione all’incendio da Alessandro Fortuna, presidente del movimento civico l’Altra Chieti, e Annalisa Settimio, coordinatrice comunale Sinistra ecologia libertà.
“Era un atto prevedibile perché la notizia era sulle prime pagine dei giornali. Ciò dimostra come gli amministratori non hanno fatto abbastanza e si sono limitati agli atti dovuti – scrivono – Non c’è stata una azione incisiva per sconfiggere i legami tra ecomafie e criminalità locale”.
Secondo la nota congiunta, “c’è bisogno di un’inchiesta seria e delle dimissioni del sindaco Di Primio, custode del nostro territorio e della nostra salute”.




