CHIETI – Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio va in Procura, per l’incendio alla discarica abusiva di Colle Marconi che ha diffuso sostanze nocive nell’aria, mentre il Movimento 5 stelle, L’Altra Chieti e Sinistra ecologia e libertà puntano il dito contro il Comune, annunciando azioni istituzionali per capire perché nulla è stato fatto per mettere in sicurezza il sito, dove nel 2009 è stata sequestrata la discarica illegale di materiali tossici.
Questa mattina il primo cittadino si è recato presso la Procura della Repubblica per richiedere e concordare le modalità di accesso all’area della discarica abusiva, così da consentire la messa in sicurezza della stessa rimuovendo i rifiuti dati alle fiamme nella notte fra il 27 e il 28 giugno scorsi.
“In attesa di ricevere gli ulteriori e definitivi esiti delle analisi da parte dell’Arta, anticipati informalmente nella riunione di ieri – dice – resta confermata l’ordinanza sindacale emessa già nel pomeriggio del 28 giugno che invita la popolazione residente entro un raggio di mille metri dall’area interessata dall’incendio e ad adottare qualsiasi accorgimento affinché i fumi non entrino negli edifici eventualmente esposti al vento proveniente dall’area dell’incendio, fino al completo spegnimento dei focolai presenti e di non consumare frutta e verdura raccolte nelle aree poste in prossimità della zona incendiata ovvero di consumare tali prodotti solo dopo accurato lavaggio”.
Nel frattempo la discarica è diventata materia di scontro politico.
L’accusa a Di Primio è di inerzia amministrativa: i grillini stanno predisponendo un esposto alla Procura per chiedere di accertare le responsabilità delle istituzioni “e, in particolare del sindaco Di Primio, – si legge in una nota – che non è intervenuto nella rimozione, nell’avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi, come previsto dal codice dell’ambiente e ribadito dal Prgr adottato con legge 45/2007”.
Inoltre, come anticipato alle centinaia di cittadini del sit-in di protesta del giorno precedente, i parlamentari presenteranno richiesta di apertura di un fascicolo presso la “Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati per far luce su alcuni aspetti, al momento poco chiari, che ruotano intorno alla vicenda e che potrebbero coinvolgere anche altre istituzioni e sulle quali valuteremo eventuali altre iniziative”.
Il neo consigliere comunale dell’Altra Chieti Enrico Raimondi ha invece annunciato di volersi fare promotore, in Consiglio comunale, dell’istituzione di una commissione speciale, composta da consiglieri comunali e da esperti, finalizzata a condurre una inchiesta sui siti inquinati presenti in città e uno studio sulle misure da adottare e le risorse da impegnare per la bonifica dei siti e la prevenzione della salute dei cittadini.
Una interrogazione parlamentare sull’argomento è stata annunciata anche dal parlamentare di Sel Gianni Melilla. (ar.ia.)




