CHIETI – Arriva da Catania il nuovo questore di Chieti, Filippo Barboso, è siciliano come il suo predecessore Orazio D’Anna, trasferito a capo della questura di Ferrara.
61 anni, sposato e padre di due figlie, Barboso stamane ha preso servizio in città. Domani sarà seguito anche dalla moglie.
Primo impegno preso nel corso dell’incontro avuto con i sindacati è quello di tentare di dare risoluzione all’annoso problema della sede della Questura, ormai assolutamente non più idonea. “Una questione difficile – ha detto – se è vero che in tanti prima di me hanno provato a risolverla senza riuscirci. Questo mi scoraggia un po’. Ma io sono cocciuto”.
Prima di essere trasferito a Chieti Barboso ha svolto l’incarico di responsabile della polizia di frontiera a Palermo. Ha lavorato molto in Sicilia e ha detto di essersi formato soprattutto nel corso di una decina d’anni passati come capo di gabinetto alla questura di Catania. È stato anche questore di Ragusa per tre anni.
Altro impegno preso è stato quello di ottimizzare al massimo le risorse in dotazione. Visto che per il momento non ne sono previste altre in arrivo, si cercherà di fare il meglio con quello che si ha. In questo senso, “la prima cosa che voglio fare – ha detto – è mettere un poliziotto donna nella sezione dei reati contro la persona, che si occupi di questioni delicate come lo stalking, più facilmente affrontabili se ci si trova di fronte una donna in divisa”. E poi, anche una più stretta sinergia con le altre forze dell’ordine. A partire dai carabinieri.
“Non sono mai stato in questa regione – ha detto ancora in conferenza stampa – qualcuno la descrive come un’isola felice ma io non credo che ne esistano in una realtà sempre più globalizzata come quella italiana, dove anche la criminalità si è adeguata”.
Un tessuto criminale, dunque, non più stanziale, “che cerca di aggredire – ha continuato il nuovo questore – proprio quelle aree più tranquille”. Mai abbassare la guardia, dunque, soprattutto in determinati settori, “come quello delle rapine in particolare ai danni di banche e uffici postali, visto che episodi di questo genere sembrano ricorrere spesso”.
Ma la polizia non può combattere da sola la malavita: “Abbiamo bisogno del sostegno di tutti – ha concluso Barboso – dalle istituzioni alla cittadinanza”.






