CHIETI – Voleva riavere il suo computer rubato ma invece di rivolgersi alle forze dell’ordine ha deciso di farsi giustizia da sé.

A nulla è valsa l’arringa finale dell’avvocato Antonio La Pace, per il ventinovenne di Ripa Teatina (Chieti) Claudio Felizzi: ai suoi danni è arrivata lo stesso una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione, più 400 euro di pena pecuniaria, da parte del giudice del tribunale di Chieti Patrizia Medica.

Felizzi, sinora incensurato, è stato riconosciuto colpevole di estorsione ed esercizio abusivo delle proprie ragioni nei confronti  di Camillo Tesei, padre di Giuseppe Tesei, che il ventinovenne aveva preso di mira.

Tutto, appunto, per un pc rubato. Quando, infatti, il portatile di Felizzi era improvvisamente sparito, il ventinovenne ha deciso di farsi giustizia da sé.

Attraverso testimonianze di parenti circa le persone che si aggiravano intorno a casa sua e che, dunque, avrebbero potuto afferrare il portatile e sparire, Felizzi, anche tramite Facebook, ha creduto di poter risalire all’autore del furto, pensando che fosse proprio Giuseppe Tesei.

Così ha pensato bene di recarsi dalla famiglia di Tesei per richiedere indietro il computer, che sembra fosse del valore di 2.000 euro. Si sarebbe anche accontentato dell’equivalente in soldi.

I modi usati dal ventinovenne sembra, però, che non siano stati dei migliori. Una notte l’uomo si sarebbe recato davanti all’abitazione dei presunti ladri e avrebbe urlato a squarciagola di voler riavere il portatile.

Un altro episodio sarebbe accaduto in un circolo di biliardo in cui, alla presenza di testimoni, il ventinovenne avrebbe minacciato atti violenti nei confronti di quelli che lui pensava fossero gli autori del furto del computer.

Camillo Tesei ha così deciso di rivolgersi ai carabinieri che hanno organizzato un finto incontro con Felizzi per ridargli la somma di denaro richiesta. Cessione che, però, non si è mai concretizzata, perché i carabinieri hanno colto sul fatto il ventinovenne. Anche la somma di denaro era stata messa a disposizione dagli uomini dell’Arma. Arianna Iannotti