CHIETI – Aritmia dovuta a stress e stanchezza. Questo il responso del pronto soccorso di Chieti sulle condizioni del capogruppo di Scelta civica Alessandro Giardinelli che alle 23.30 di ieri sera, in pieno svolgimento del Consiglio comunale, è dovuto andare in ospedale perché accusava un malore.
La seduta era di quelle particolarmente accese. L’opposizione stava dando battaglia utilizzando tutti i mezzi e ricorrendo anche all’ostruzionismo.
Una ottantina gli emendamenti presentati, oltre alle pregiudiziali e agli ordini del giorno. La marea di emendamenti era stata preparata, come già avvenuto in passato, per metà dal capogruppo di “Chieti per Chieti” Luigi Febo e per l’altra metà proprio da Giardinelli.
Erano stati loro che avevano illustrato i documenti, argomentato le proprie tesi, discusso e contestato ovunque si poteva. Allo scopo dichiarato di sfinire la maggioranza. Ma alla fine ad essere sfiniti, nel vero senso della parola, è stato proprio uno dei due “attaccanti di punta”.
Giardinelli a un certo punto si è infatti disteso sulla poltrona all’ingresso dell’aula consiliare, dicendo che stava male. Si sono fatti subito avanti i diversi medici che siedono in Consiglio. Tra tutti Bassam El Zohbi ed Achille Cavallo.
Quando si è visto che la situazione non era da prendere sotto gamba, si è deciso di andare al Pronto soccorso. Ad accompagnarlo all’ospedale, insieme all’ex assessore dell’Italia dei valori El Zohbi, si è fatto avanti anche l’assessore comunale ai Lavori pubblici Mario Colantonio. E per chi lo conosce, non è una sorpresa.
Caricato Giardinelli sulla Fiat 600 di Colantonio, i tre sono andati all’ospedale, dove i medici hanno subito inquadrato il problema e rimesso la situazione a posto, invitando il consigliere comunale al riposo.
Giardinelli, che infatti sta passando la giornata a casa a rispondere alle telefonate di chi vuole sincerarsi sulle sue condizioni, ha commentato dicendo di aver fatto fino in fondo il proprio dovere, cercando di modificare un bilancio su cui, però, la maggioranza non ha fatto marcia indietro.
Il Consiglio si è concluso intorno alle 2 di notte. È passato tutto e neanche uno degli ottanta emendamenti dell’opposizione è stato approvato.
“Tenevo soprattutto – dice il capogruppo di Scelta civica – ai due emendamenti per venire incontro alle esigenze dei disabili e dei genitori che passavano la casa ai figli. Ma, purtroppo, non se n’è fatto nulla”.
Riguardo alle sua condizioni, infine, tra il serio e il faceto conclude: “Chi ci crede molto nell’azione politica che porta avanti, finisce anche per avere di questi inconvenienti”.




