CHIETI – Il vice sindaco di Chieti Bruno Di Paolo non demorde nel suo progetto di ottenere un taglio del 50 per cento degli emolumenti di tutti gli amministratori comunali.
Lui ha iniziato con il dare l’esempio concreto, chiedendo alla segreteria comunale di dimezzare la propria indennità con effetto immediato, e contemporaneamente ha chiesto anche agli altri, consiglieri, Giunta e sindaco compresi, di fare lo stesso.
Attirandosi l’ira, stizzita e trasversale, di più di un collega, Di Paolo ha dato due mesi di tempo a tutti per adeguarsi. Scaduto il termine, se non vi sarà unanimità d’intenti sul proprio progetto, ha promesso una petizione popolare affinché si arrivi al risultato di tagliare la metà dei costi della politica al Comune di Chieti.
Ma quanto costa la classe politico-amministrativa comunale? Secondo fonti ufficiali del Comune, per consiglieri comunali, sindaco e Giunta nel 2011 dalle casse dell’ente sono usciti 671.518,54 euro.
Il compenso dei 40 consiglieri ammonta a 316.522 euro lordi, quello di sindaco e Giunta a 354.995 euro lordi.
Escluso il presidente del Consiglio comunale, Marcello Michetti, i consiglieri che intascano di più sono cinque e tutti rivestono il ruolo di capigruppo: Liberato Aceto, della lista civica di maggioranza Uniti per Chieti, Gianni Di Labio, della lista civica di maggioranza Il Popolo di Chieti, Marco Di Paolo, del gruppo misto, Palmerino Di Renzo, della lista civica di maggioranza Alleanza per Di Primio, e Luigi Febo, della lista civica di minoranza Chieti per Chieti.
Per ognuno di loro il Comune nel 2011 ha speso 12.450 euro lordi. La poltrona di presidente del Consiglio vale, invece, 16.247 euro lordi.
I consiglieri comunali che percepiscono meno sono invece Carla Di Biase del Popolo della libertà, che è anche consigliere provinciale con i suoi 2.334 euro lordi e l’ex sindaco Francesco Ricci (Partito democratico) con i suoi 2.420 euro lordi.
Già da una prima occhiata si capisce subito che sono i capigruppo quelli che riescono a portare a casa più soldi. La carica, infatti, permette loro di partecipare a più commissioni comunali e di conseguenza intascare più gettoni di presenza.
Se poi si tratta di mono-gruppi, ossia gruppi fatti da una sola persona per cui le parole “gruppo” e “capo-gruppo” vengono usate anche alquanto impropriamente, la cosa è ancora più facile, visto che, in quel caso, il capogruppo deve per forza partecipare a tutte le commissioni comunali che vengono indette.
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La polemica sulla proliferazione di commissioni al Comune di Chieti è già scoppiata in passato, tanto che qualche consigliere comunale, come Emiliano Vitale (Pdl), ha chiesto di mettere un argine alle commissioni inutili, convocate solo per intascare il gettone di presenza, e ha posto anche una questione: se non sia il momento di fare una modifica al regolamento comunale per far sì che, per esempio, una commissione possa essere convocata solo se ci sono almeno due punti all’ordine del giorno.
Intanto, pur beccandosi le accuse di quanti, sia in maggioranza sia all’opposizione, ritengono che la sua posizione sia strumentale alla campagna elettorale per le regionali, alle quali si dice voglia partecipare, Di Paolo va avanti per la sua strada e aspetta tutti al varco. A meno che non siano gli altri ad aspettare lui.
Tutto si vedrà a cominciare dal prossimo Consiglio comunale dove, certamente, sarà bersaglio di più di una presa di posizione.





