CHIETI – Che politica sia anche sinonimo di “scambio di opinioni”, a volte anche violente, è risaputo, ma che una cerimonia di commemorazione possa addirittura trasformarsi in una lite tra capigruppo costituisce un fatto insolito e abbastanza fuori dal comune.

Eppure, è quello che è successo ieri mattina in piazza Martiri della Libertà, a Chieti, dove la funzione organizzata dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiana) e dal partito di sinistra Altra Chieti in onore del sacrificio della Banda Palombaro si è trasformata nel terreno di scontro tra Alessio Di Iorio, capogruppo al consiglio comunale del Pd, e il suo collega di Rifondazione comunista, Riccardo Di Gregorio. 

Come si legge sul quotidiano Il Centro, il tutto è iniziato alle 10,30 circa. Nel corso dell’apposizione dei fiori sulla lapide e della sottoscrizione volta a raccogliere i fondi per un cippo in ricordo dei giovani defunti da sistemare nel cimitero cittadino, è infatti arrivata una piccola delegazione del Partito democratico capeggiata dallo stesso Di Iorio e con le bandiere del partito in bella mostra. Immediatamente si è avvicinato Di Gregorio dicendo al collega che, che se fosse voluto rimanere, avrebbe potuto farlo solo con la bandiera sulla spalla. 

“A quel punto – ha raccontato il capogruppo Pd riferendosi all’accaduto –  ho preferito andarmene”.

“Io non ho cacciato nessuno ho solo detto che poteva stare con le bandiere e non con il banchetto. La manifestazione di commemorazione l’abbiamo organizzata noi, così come abbiamo noi rimesso a posto la lapide completamente abbandonata, così come è una nostra idea la sottoscrizione per una nuova lapide al cimitero e siamo stati noi a chiedere al Comune l’uso del suolo pubblico” ha però precisato Di Gregorio aggiungendo inoltre che “la manifestazione era aperta a tutti e la presenza del Pd mi è sembrata comunque strumentale alle elezioni comunali considerato che non hanno mai partecipato a precedenti simili iniziative”.

Pare, in ogni caso, che alla base dell’accaduto vi sia solo un’incomprensione in quanto Di Iorio era stato invitato direttamente dall’Anpi e dal vice presidente della stessa associazione, Giustino Zulli, che tra le altre cose gli aveva espressamente chiesto di portare un banchetto utile alla sottoscrizione, perché “fino ad allora non ne avevano nessuno a disposizione”. 

Dal canto suo, Di Gregorio continua a sostenere di non aver cacciato il Pd e che L’Altra Chieti “ha solo voluto chiarire che il Partito non poteva partecipare alla manifestazione come se l’avesse organizzata”. 

“Se c’è stato l’equivoco del banchetto non lo so – ha infatti detto – Era facilmente risolvibile se fosse venuto direttamente da noi”.

Uno scambio di opinioni apparentemente banale quello di ieri a Chieti ma che, in realtà, nasconde ben altro. La sinistra della città infatti non perdona al Pd il recente avvicinamento ad esponenti dichiaratamente di centrodestra, soprattutto alla luce delle imminenti elezioni amministrative e del ricompattamento degli avversari sotto Umberto Di Primio.