CHIETI – Un esposto alla Procura della Repubblica contro il centro commerciale Mirò (che le associazioni chiamano Megalò 2) e contro la Conferenza dei servizidi Cepagatti per l’illegittimità del via libera alla voltura dei permessi per l’apertura.
Lo ha annunciato questa mattina il Wwf Pescara-Chieti insieme alle associazioni di categoria teatine Confesercenti, Confcommercio e Cna che presenteranno a breve un ricorso al Tar in linea con quello della regione contro la conferenza dei servizi di Cepagatti e contro le determinazioni del Suap Chietino Ortonese.
“A settembre il Tar di Pescara di occuperà della conferenza dei servizi del Comune di Cepagatti che – spiega la presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco – nel mese di aprile 2018 ha preteso di interpretare i giudizi del Comitato Via ( comitato per la valutazione di impatto ambientale) pronunciandosi in favore della realizzazione di Megalo 2″.
La Regione ha presentato già un ricorso amministrativo chiedendo l’annullamento del Progetto di completamento di “Megalò2”.
“Ci aspettiamo che la magistratura intervenga e che possa emergere documentazione utile da utilizzare nei giudizi al Tar – dichiara l’avvocato di Wwf e associazioni di categoria Francesco Paolo Febbo – presenteremo un ricorso a sostegno di quello proposto dalla Regione Abruzzo contro la stessa conferenza dei servizi e sia l’ impugnazione della voltura delle licenze utilizzate dal Suap Chietino Ortonese in favore della Sile costruzioni”.
“La conferenza dei servizi del comune di Cepagatti ha violato e applicato falsamente diversi articoli di legge – aggiunge Di Francesco – e si è resa colpevole di eccesso di potere. Noi siamo contrari a Megalo 2 da quando l’autorità dei bacini ha ritirato i permessi a causa del rischio esondazione: è stato costruito un argine che secondo il Wwf non poteva essere realizzato e comunque difforme rispetto a quello progettato -perchè più corto del previsto- per evitare l’esondazione del fiume nell’area del centro commerciale”.
“Se difendiamo il centro commerciale con questo argine – spiega la direttrice Wwf – in realtà aumenta il pericolo. Oggi si ricorre alle casse di espansione artificiale per tentare di contenere le esondazioni, ma dove è sorto Megalò c’era una cassa di espansione naturale che è venuta mancare e gli effetti disastrosi sono visibili quando piove molto”.





