CHIETI – Dopo la lunga serie di udienze rinviate a causa del cattivo stato di salute di Vincenzo Angelini, è ripreso oggi al tribunale di Chieti l’ennesimo processo contro l’ex re della sanità privata.
Il grande accusatore del processo sulla Sanitopoli abruzzese questa volta si è presentato in tribunale di fronte al collegio giudicante presieduto dal giudice Patrizia Medica. Con lui anche la moglie Annamaria Sollecito.
Per entrambi l’accusa è la stessa: bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale per il crac finanziario da 200 milioni di euro che aveva portato al fallimento della clinica Villa Pini di Chieti nel gennaio 2010.
Nel processo sono imputati anche la figlia, Chiara Angelini, accusata di distrazione di beni, e i membri del collegio sindacale che devono rispondere di omesso controllo della contabilità.
Nel processo si è costituita come parte civile anche la banca Unicredit, rappresentata in aula dal legale Pierluigi Tenaglia, una delle undici parti offese individuate dall’accusa. Le altre dieci sono rappresentate dalla curatela di altrettante società dichiarate fallite che facevano parte del gruppo Villa Pini.
Presenti anche il procuratore Pietro Mennini e i sostituti Andrea Dell’Orso e Giuseppe Falasca.
L’udienza è durata molte ore che sono servite per ascoltare i consulenti della procura. È stata ascoltata anche la curatrice fallimentare Giuseppina Ivone.
L’udienza è stata poi sospesa per consentire il completamento del complesso esame illustrato dal consulente della procura Sergio Cosentino, che in passato ha ricoperto la carica di amministratore giudiziario del gruppo Villa Pini prima della dichiarazione di fallimento e che ha ripercorso tutte le vicende che hanno caratterizzato l’ultimo periodo della gestione Angelini.
Se ne riparla il prossimo venerdì 16 novembre.






