CHIETI – Un pezzo dell’Istituto Beata Vergine del Carmine, scuola cattolica gestita dalle suore Orsoline, punto di riferimento per la cultura teatina, sta per lasciare anticipatamente Chieti.

In una riunione svoltasi lunedì scorso, la madre generale suor Maria Pierina Scarmignan ha comunicato ai genitori dei ragazzi che frequentano il liceo scientifico parificato che l’anno prossimo il liceo chiuderà chiuso i battenti.

Per tutti è stata davvero una doccia fredda. Che qualcosa non funzionasse era nell’aria, visto che già la prima classe del liceo non era stata riformata, ma nessuno si aspettava che gli allievi delle classi seconda e terza non avrebbero potuto finire il loro corso di studi, come è stato esplicitamente annunciato.

E visto che le iscrizioni al prossimo anno scolastico ci sono a gennaio, per un trentina di allievi si è aperto improvvisamente il problema di trovare un’altra scuola.

Genitori e alunni non hanno preso bene l’annuncio ed è scattata subito la protesta, anche se con toni civili e moderati.

Così ieri mattina si è tenuta un’assemblea scolastica dove si è deciso di scrivere una lettera alla madre superiore per far sentire le proprie ragioni.

I ragazzi delle due classi che si troverebbero a dover decidere da gennaio in quale altra scuola iscriversi hanno chiesto soltanto di poter finire il loro corso di studi nella scuola che hanno scelto e voluto.

La chiusura della scuola sarebbe legata a difficoltà economiche: per questo sembra che  i genitori si siano fatti avanti dicendosi disposti a pagare anche una retta più alta affinché i loro figli non  debbano lasciare anzitempo la scuola.

Della vicenda è stato anche interessato l’arcivescovo di Chieti monsignor Bruno Forte, che però sembra abbia detto  di non poter fare nulla per la questione, accennando anche ad altre priorità.

I genitori lamentano il fatto di essere stati informati solo a fatto compiuto di ciò che stava accadendo.

Se qualcosa è mancato nella gestione dell’intera vicenda è stato, infatti, è stato proprio a livello di comunicazione. I genitori non sanno qual è la cifra che servirebbe a tamponare il problema per far rimanere aperta la scuola almeno per i prossimi due anni.

A loro sono arrivate poche e confuse notizie. Sembra, ad esempio, che per l’istituto cattolico ci sia stato un interessamento di Comunione Liberazione, ma non si capisce perché si sia deciso di far rimanere aperte le scuole materne ed elementari, ma non il liceo scientifico. Neanche per gli ultimi due anni.

Anche il corpo docente si dice rammaricato per la chiusura anticipata del liceo, ma gli insegnanti, ovviamente, nulla possono fare a riguardo.