CHIETI – “Se chiudono le nostre aziende, chiudono le nostre città”.
Questo il grido d’allarme lanciato stamane in conferenza stampa da Lido Legnini, direttore della sezione teatina di Confesercenti Chieti, che ha preso parte alla mobilitazione nazionale in sostegno alle piccole imprese di commercio, artigianato, turismo e settore dei servizi.
I dati per la provincia di Chieti sono preoccupanti: nel 2011 hanno chiuso i battenti 3.040 aziende e il rischio è che entro il primo semestre 2012, secondo una previsione dei centro studi Confesercenti Abruzzo, ne chiuderanno altre 2.000.
“I nostri settori – dice Legnini – ovvero commercio, artigianato, turismo e servizi in Abruzzo garantiscono circa il 70 per cento dell’occupazione e assicurano anche una funzione sociale fondamentale. Eppure assistiamo a un vero e proprio attacco contro questo tipo di aziende che continua ad avvenire in maniera costante”.
Confesercenti, dunque, annuncia una mobilitazione generale che sarà visibile attraverso una locandina che verrà affissa in tutti i negozi e nei centri maggiori verranno organizzate assemblee e incontri.
Un appello è stato lanciato anche alla politica che in questo momento è chiamata a fare scelte importanti come quella relativa all’aliquota sull’Imu: “Daremo battaglia per evitare che i Comuni considerino le nostre imprese come un bancomat”. (ar.ia.)




