CHIETI – Mentre l’allagamento di ieri pomeriggio a Chieti Scalo diviene oggetto anche di polemica politica, con l’attacco dell’ex assessore ai lavori pubblici Luigi Febo, l’attuale assessore al ramo, Mario Colantonio, si appella al carattere di eccezionalità del temporale che ha investito la città.

“Le principali reti di accesso al colle – dice Colantonio – nell’ordine via per Popoli, strada Colonnetta e via dei Vestini, sono da sempre impluvi in cui convergono tutte le acque meteoriche che, con una tale intensità, non è possibile trattenere. Già nell’immediatezza dell’evento, tutto il personale stradale del Comune, unitamente alla polizia municipale, era impegnato a verificare e sistemare quanto possibile”.

“Ho personalmente filmato e fotografato – continua l’assessore – situazioni veramente eclatanti cominciando da località Brecciarola dove dai campi coltivati e da terreni interessati da varie lavorazioni (area Golf) sono scesi sulla strada fiumi di fango che hanno parzialmente ostruito i sottopassi. Dopo circa due ore dall’evento, il canale denominato Fosso Schiavolino si era trasformato in una fiumara in piena ed in diversi punti aveva persino tracimato al pari livello delle strade”.

“Altra situazione – fa sapere Colantonio – si è verificata al sottopasso di via Turchi dove l’allagamento è stato pressocchè totale ma riconducibile a problematiche relative alle condotte fognarie realizzate dall’Aca in concomitanza con il Villaggio Mediterraneo che presentano gravi carenze e per cui sono in corso accertamenti e verifiche tecniche. Si sono riscontrati forti disagi sulla parte bassa di Madonna delle Piane e oltre la linea ferroviaria come anche  in alcune zone di via Pescara, interessando anche il Villaggio Celdit”.

“Per quanto riguarda l’allagamento del piazzale della stazione ferroviaria – dice l’assessore – mi preme ribadire che non vi è alcun tipo di lavorazione mal effettuata da parte dell’impresa che ha recentemente sistemato il piazzale in quanto la stessa ha operato nel pieno rispetto del capitolato e dei lavori affidatigli. Il progetto eseguito in precedenza, privo del nulla osta delle Ferrovie dello Stato, è stato formalizzato nel mese di maggio scorso e l’unico intervento, richiesto dalle Ferrovie, che trovava capienza nell’esecuzione, era quello del potenziamento dei tombini sistemati in serie a ridosso del marciapiede della stazione. Null’altro era contabilmente possibile”.

“L’assessore Colantonio, in risposta alla mia richiesta di chiarimenti in merito alle modifiche del progetto di piazzale Marconi, aveva affermato che erano stati costretti a modificarlo perché i soldi servivano alle sistemazione delle fogne”.   

Ma proprio sull’allagamento della piazza aveva insistito l’ex assessore Febo: “Vedendo quel che è successo ieri, c’è da essere soddisfatti. Un bel risultato. Non c’è che dire.  Un sistema di raccolta delle acque davvero innovativo: la piazza si trasforma in piscina. Complimenti ancora una volta alla Giunta Di Primio”. (ar.ia.)