CHIETI – Basta con i vecchi grembiuli per gli alunni delle scuole elementari. All’istituto comprensivo numero 1 di Chieti si cambia: al loro posto i piccoli allievi indosseranno comode tute blu e una maglietta con un cuore rosso e la scritta “we care”, che tradotto vuol dire “ci importa”, “ci sta a cuore”.

Ad annunciare la novità sono stati la preside Serafina D’Angelo, l’assessore comunale alla Pubblica istruzione Giuseppe Giampietro e il commissario nominato dal Provveditorato Nino Germano.

Una piccola rivoluzione che vuole rimandare a un profondo senso di unità e di appartenenza tra tutte le scuole dell’istituto comprensivo, testimoniato anche dall’adozione del diario unico.

L’istituto, scuola di prima fascia con circa 1.300 alunni e 130 docenti, comprende otto plessi di scuola d’infanzia, quattro di scuola primaria (Nolli, Cesarii, S. Andrea e Brecciarola) e due di scuola secondaria di primo grado (le Chiarini e la De Lollis).

“La proposta del logo della scuola – ha detto la dirigente D’Angelo – è arrivata da una rilettura condivisa delle pagine di Don Milani da parte di un gruppo di genitori, testimonianza del loro costruttivo impegno all’interno della scuola”.

La preside ha fatto due nomi su tutti, quelli di Erica Malandra e Gianluca Petolicchio, volendo ringraziare così tutto il gruppo di lavoro.

Al comprensivo 1, inoltre, non solo gli alunni delle elementari non porteranno più il grembiule, ma si è deciso di dire addio anche alle vecchie lavagne con gessetto e cancellino, avendo adottato lavagne interattive multimediali, presenti in quasi tutte le aule.

Per quanto riguarda la situazione strutturale degli edifici scolastici, attualmente il plesso delle Cesarii non è ancora disponibile, essendo da tempo oggetto di un grosso intervento di ristrutturazione resosi necessario a seguito del terremoto.

In vista della riapertura della scuola, l’amministrazione comunale ha avviato otto cantieri nelle scuole cittadine di propria pertinenza. Sei di loro verranno riconsegnati in settimana, per gli altri due bisognerà aspettare un po’ più di tempo, ma questo non significa che verrà interrotta l’attività didattica, perché gli alunni verranno trasferiti in plessi vicini. (ar.ia.)