CHIETI – Una lettera del Comune di Chieti è stata recapitata a ognuna delle 27 associazioni teatine con sede nella ex caserma Pierantoni, in contrada Santa Maria. Nella lettera c’era scritto che non sarebbe stata rinnovata la concessione della caserma dal prossimo gennaio.

Il motivo per cui il Comune annunciava di non poter più “procedere al rinnovo delle concessioni” stava in “necessarie verifiche tecniche” da fare sulla struttura.

Sembra, infatti, che una lettera anonima sia arrivata al Comune di Chieti per denunciare il fatto che la caserma non fosse a norma. Di qui la presa di posizione dell’ente che, però, a molti dei responsabili delle associazioni, tra cui anche l’ex vice sindaco Bruno Di Paolo (presidente dell’associazione “Filarmonica teatina”), è sembrata una scusa per poter iniziare ad attuare il progetto Polis, arrivato da poco sui banchi del Consiglio comunale. 

La storica caserma del quartiere S. Maria era, infatti, uno dei tre immobili interessati dal progetto Polis che mira a riconvertire in strutture ricettive (hotel e casa dello studente, con annesse strutture a servizio) edifici abbandonati o parzialmente in disuso, come la caserma Pierantoni.

“Ci vogliono sfrattare – accusa Paolo Michetti, presidente dell’associazione ricreativa “Capolinea 2”  – ma non hanno neanche avuto il coraggio di annunciarcelo di persona, sono dovuti ricorre a una lettera, incuranti del fatto che, se la Pierantoni non è andata in rovina in questi anni, è anche per merito nostro, perché abbiamo realizzato migliorie e opere di manutenzione”.

“Come ad esempio – continua Michetti – il cancello automatico che ci è costato quasi tremila euro e che abbiamo voluto installare per evitare che la caserma diventasse ricettacolo di sbandati e drogati. Ma il Comune, per tutta risposta, ci ha chiesto 16 euro al mese per il parcheggio, oltre l’affitto che paghiamo regolarmente, sebbene in forma ridotta, così come previsto dalle normative regionali”.

Le 27 associazioni cittadine, che raggruppano circa quattromila persone, temono dunque di poter perdere la sede, o anche di essere costrette a pagare eventuali lavori di ristrutturazione, “cosa ingiusta – aggiunge Michetti – perché secondo le leggi in vigore il Comune dovrebbe assicurarci almeno una concessione di sei anni, per poterci chiedere di pagare le ristrutturazioni”.

Questa mattina i responsabili delle associazioni hanno incontrato l’assessore al Patrimonio Marco D’Ingiullo che ha subito ridimensionato i toni perentori contenuti nella lettera in cui, tra l’altro, si chiedeva alle associazioni di provvedere a proprie spese ai lavori di manutenzione entro 45 giorni.

Per D’Ingiullo sono veramente poche le cose da fare, perché, ha detto, “le opere più onerose sono comunque a carico del Comune”. Bisognerebbe, dunque, solo produrre qualche certificazione, ad esempio di conformità degli impianti. E visto che anche le certificazioni hanno un costo, l’assessore ha messo a disposizione, laddove fosse stato possibile, tecnici del Comune in maniera gratuita. 

L’assessore ha, infine, assicurato: “Nessuno verrà sfrattato. E il progetto Polis è ancora di là da venire”. (ar.ia.)