PESCARA – È arrivato il tempo di fare i conti con una triste realtà: Jonny Morelli, il 30enne di Cepagatti (Pescara), l’amico di tutti, come in più occasioni è stato definito, che ha perso la vita in un incidente con la sua moto in Corso Vittorio Emanuele nel centro di Pescara poco più di una settimana fa, davvero non c’è più.

È la quotidianità a dimostrarlo, è il vuoto incolmabile che lui stesso ha lasciato a parlare davvero con il suo silenzio, durante questa infelice settimana in cui, malgrado tutto bisogna tornare a vivere, anche per lui.

Jonny infatti, amava la vita e come direbbero molti dei suoi amici”Anche lassù starà sicuramente continuando a vivere portando avanti le sue più grandi passioni”.

Era  un ragazzo che non verrà dimenticato facilmente, la sua presenza nella vita di tanti rimarrà impressa, grazie alla magica persona che era, piena di amore per questa nostra esistenza, senza timore di essere sè stesso in ogni circostanza.

In molti, poi, avranno a vita sulla pelle la testimonianza della sua eccelsa bravura nell’arte del tatuaggio e che soprattutto a Pescara lo ha reso molto famoso.

Tantissime persone hanno voluto bene a Jonny e sono state vicino a lui fino alla fine per l’ultimo saluto; migliaia di giovani in lacrime, fra cui Alex Mammarella, la fidanzata in sella alla moto con lui durante l’incidente, lo hanno accompagnato sotto la pioggia fino al suo paese, Cepagatti, per partecipare al funerale, con in sottofondo il ruggito delle moto a spezzare un doloroso ed insolito silenzio.

Addolorato ed ancora incredulo è Giuseppe Cipriani, proprietario del famoso ‘Fudo Tattoo Studio’ di Pescara nel quale Jonny era cresciuto artisticamente e lo affiancava nel lavoro; quella sera, casualmente, come ha raccontato Giuseppe, hanno finito contemporaneamente di lavorare e sono usciti dall’attività salutandosi scherzosamente: erano circa le 21 e nessuno poteva sapere che il ragazzo aveva un appuntamento con un tragico destino.

Così Giuseppe, ha voluto ricordare quel suo discepolo dalle mille risorse, tatuatore, motociclista e batterista di un gruppo noto come Draugr, la cui forte ed arrabbiata musica metal è stata anche colonna sonora per il suo addio: ”Jonny era una persona speciale. Quando l’ho conosciuto io era un cucciolo, innamorato del metal estremo ed io l’ho coltivato come artista tatuatore. Ci siamo trovati subito e l’ho portato nel mio studio perché avevo capito che valeva davvero tanto. D’altra parte, anch’io avevo bisogno di un assistente e vedevo in lui un astro nascente. Nella sua figura di piccolo metallaro, aveva non più di 15 anni quando l’ho scoperto, rivedevo esattamente me stesso, 25 anni prima con la stessa voglia di apprendere e di sapere e sono proprio i suoi ultimi lavori a dire tanto del suo percorso”.

“Ogni suo lavoro mi lasciava stupito: era molto orientato verso l’esoterico e studiava tantissimo, andava addirittura alla ricerca di testi antichi per arricchire e far emergere il suo genere. Di lui amavo poi il suo carattere: schietto, essenziale, arrivava subito al punto senza troppi giri di parole”, dice Cipriani visibilmente commosso. ”Mi mancherà tanto; quella sera avevamo finito di lavorare insieme. Non sono ancora tornato allo studio, lo farò domani, per iniziare a costruire una nuova realtà dove non c’è più lui”.

“Voglio ricordare Jonny per quello che era, sorridente e spensierato, come l’ho visto l’ultima volta che ci siamo abbracciati per salutarci, e non sapevo che sarebbe stato l’ultimo saluto”, ricorda Ivan Martorelli, in arte Rocco’n Rollo, famoso per la trasmissione televisiva Zelig, che nei suoi spettacoli tiene alta l’immagine della regione abruzzese sfoggiandone un simpatico dialetto e facendo continuamente riferimento a luoghi, piatti e tradizioni.

Ivan era grande amico di Jonny. A causa di impegni lavorativi non è riuscito a raggiungere Pescara da Milano per dargli l’ultimo saluto ma anche lui s’è chiuso nel suo grande dolore per questa scomparsa, mettendo da parte la comicità per dare vita al ricordo.

”Jonny era allegro, sapeva diffondere luce e calore; inoltre era un artista competente, un vero fuoriclasse e aveva nella musica quel suo modo bestiale di suonare la batteria, degno dei migliori maestri del metal estremo. Sapeva tirare fuori grinta, aggressività che lo facevano stare bene, sul palco sembrava avere la faccia da duro, però poi chi lo conosceva sapeva chiaramente che persona fosse ed io voglio ricordarlo così, con quel suo bellissimo sorriso. In queste occasioni, verrebbe quasi da dire che la vita non è bella ed invece no, la vita è bellissima e noi dobbiamo imparare a renderla speciale proprio come ha fatto Jonny che ha lasciato sicuramente un segno nella vita di chi lo ha conosciuto. Ora ci disperiamo per la sua mancanza ma magari sta proseguendo con la sua via da un’altra parte e non lo vediamo”.

“È assolutamente difficile, ma bisogna andare avanti e stare vicino anche ad Alex, quella povera ragazza che ha vissuto con lui il dramma e lo ha visto morire”.