L’AQUILA – “La Regione a trazione Lega ha fatto e sta facendo tutto quello che era umanamente possibile per contrastare l’epidemia sia dal punto sanitario, che economico e sociale, una sfida inedita e imponente. L’ospedale covid realizzato a Pescara è stato risolutivo per tutta la regione e le critiche lasciano il tempo che trovano. E allo stesso modo rivendichiamo la decisione di anticipare l’uscita dalla zona arancione, per il bene dell’Abruzzo e degli abruzzesi”.
Nel suo ruolo di capogruppo della Lega in consiglio regionale, Vincenzo D’Incecco, difende a spada, nel ben mezzo della drammatica crisi in cui l’Abruzzo è piombato assieme a tutto il Paese, l’operato della maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, Fratelli D’Italia, di cui i salviniani, con 10 consiglieri e 4 assessori, sono l’asse portante della maggioranza. Nelle ore in cui si è aperto u durissimo scontro con il governo Pd-M5s dopo la decisione del presidente, sostenuta con forza anche dalla Lega di decretare con ordinanza di domenica il passaggio alla zona arancione, due giorni prima delle tempistiche fissate dal dpcm vigente, tanto che i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza hanno diffidato con una lettera alla regione di tornare sui propri passi, minacciando anche azioni giudiziarie.
D’Incecco, pescarese doc di 41 anni, di professione impiegato amministrativo, ha iniziato la carriera politica appena 22enne, nel 1998 come consigliere del quartiere Colli, sotto i vessilli di Alleanza nazionale, poi nel 2009 l’elezione con il Pdl al Comune di Pescara, riletto nel 2014 con Forza Italia. Nel febbraio 2019 il grande salto con la Lega a cui aveva aderito da oltre un anno, con l’elezione in consiglio regionale, forte di 6.700 voti, e infine a giugno 2019 la riconferma al comune di Pescara, con il sindaco forzista Carlo Masci, dove ora è capogruppo dei salviniani.
D’Incecco è diventato invece capogruppo in Regione al posto di Pietro Quaresimale, assurto al rango di assessore a seguito del rimpasto conseguenza della mini-crisi che ha portato all’estromissione dell’assessore forzista Mauro Febbo, accusato dalla Lega di non aver appoggiato nella sua Chieti il candidato salviniano Fabrizio Di Stefano, sconfitto poi dal dem Diego Ferrara.
Ora Febbo come capogruppo di Fi siede al fianco di D’Incecco, che tiene però a sottolineare “è accaduto quello che doveva accadere, la Lega ha fatto bene a far valere il principio di lealtà. Con Mauro c’è però un rapporto di amicizia ventennale, e lavoriamo bene insieme e continueremo a farlo”. Assicurando che “la maggioranza è compatta, al servizio dei cittadini, e i ristori e aiuti che vengono erogati ne sono la prova”.
Vincenzo D’Incecco: prima di tutto, come vive questi primi passi da capogruppo?
Con la consapevolezza che anche il mio ruolo di coordinamento del più numeroso gruppo in consiglio regionale è importante per sviluppare e realizzare idee e progetti a beneficio dei cittadini e del territorio, in un momento molto difficile, e e sento sulle spalle questa responsabilità.
Partito, va aggiunto che esprime anche l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì: che pagella si dà al centrodestra, sul modo in cui è stata affrontata l’emergenza pandemia in Abruzzo?
Nel migliore dei modi che potesse essere possibile: la riorganizzazione del sistema sanitario è stata una sfida imponente, e effettuata in urgenza, trovandoci a disposizione una sanità reduce da tagli e depotenziamenti. Il piano di rafforzamento al governo l’abbiamo presentato a luglio, ma ci è stato validato solo ad ottobre, e questo ci ha penalizzato nella tempistica delle azioni da mettere in campo. In ogni modo l’ospedale covid realizzato in tempi record a giugno a Pescara, è stata una grande intuizione perché, numeri alla mano ha consentito all’Abruzzo di affrontare la seconda ondata, ricoverando pazienti da tutto l’Abruzzo. Chi critica la decisione di localizzare a Pescara questa struttura è fuori dal mondo, la pandemia dovrebbe insegnarci a scrollarci di dosso un campanilismo che non ha alcuna ragion d’essere.
L’Abruzzo prima si è auto-dichiarata zona rossa, poi zona arancione, mandando su tutte le furie il governo. Si poteva trovare una strada meno conflittuale?
Responsabilmente, in una prima fase, davanti ai dati negativi il presidente ha anticipato il governo dichiarando l’Abruzzo zona rossa con l’obiettivo di abbassare la curva dei contagi e con l’obiettivo di riaprire nella fase natalizia. Poi, coerentemente, preso atto dell’abbassamento dei contagi, dell’Rt , abbiamo anticipato il passaggio in zona arancione, per non danneggiare ulteriormente il settore del commercio. Del resto tra zona rossa e zona arancione la differenza è di pochi codici ateco che potranno riaprire, i vincoli restano stringenti. Prima potevano alzare le saracinesche i negozi di abbigliamento che vendono anche intimo, articoli sportivi, e merceria varia, mentre un negozio che vendeva solo abbigliamento doveva restare chiuso. Sono follie del governo, non nostre.
Resta il fatto che ora si è aperta uno scontro istituzionale, con Boccia e Speranza che minacciano di andare le vie legali…
Temo che per il governo sarà una battaglia politica, strumentale. Ma la nostra, su questioni come l’emergenza covid, non vuole essere, responsabilmente, una posizione di contrasto al governo, abbiamo solo tutelato l’Abruzzo e gli abruzzesi, tutto qui.
Le opposizioni in verità vi accusano anche di avere approvato leggi per sostenere famiglie e imprese, a cui però ha fatto seguito un grande ritardo la pubblicazione dei bandi nelle erogazioni concreta degli aiuti cosa risponde?
Per carità, le opposizioni fanno il loro dovere. Ma secondo me c’è poco da criticare. In questi mesi la Regione ha impegnato tutta se stessa di progetti di legge che andassero incontro alle necessità dei cittadini partite iva, e di tutti coloro che sono stati colpiti dalla pandemia. Ma i soldi li abbiamo dovuto trovare, con al rimodulazione dei fondi europei, non li avevamo in pancia, è stata necessaria una negoziazione con il governo e l’Europa.
Quali soldi sono arrivati dunque?
Cito il bonus famiglie per 12 milioni di euro già erogati, il fondo da 12 milioni che i per i beni strumentali, per il quale siamo alla fase finale dell’istruttoria, a favore di 5mila beneficiari. Una sfida vinta, segno che le imprese abruzzesi vogliono investire. Poi la grande partita dei finanziamenti a fondo perduto per le partite iva, con 50mila domande, per 50 milioni di euro, che stiamo man mano liquidando. A breve uscirà il bando per le associazioni sportive ed enti culturali, per 3 milioni di euro, con ristori. Abbiamo aiutato comuni con risorse a fondo perduto, per attrezzare le spiagge per la sicurezza covid, 1,4 milioni, a cui si sono aggiunti di recente 600 mila euro per cancellare i canoni demaniali dovuti alla Regione. E poi martedì scorso abbiamo approvato la legge con i ristori agli impianti e operatori dello sci e dello sport invernali, per l’Abruzzo un settore trainante. Forse gli unici in Italia a farlo. Abbiamo sospeso le tasse regionali, come il bollo, e pagamenti canoni ai consorzi di bonifica.
Ma si poteva fare prima?
Sono aiuti di Stato, e presuppongono un iter particolare. E’ la prima volta che l’Abruzzo affronta una sfida organizzativa così enorme, lavorando in smart working, con scenari nuovi da un punto di vista delle procedure. In parallelo, ricordo anche, abbiamo dovuto gestire la partita enorme della cassa integrazione.
Pace ritrovata in maggioranza, dopo la crisi post voto amministrativo, non certo la prima?
Non c’è mai stato un momento di crisi tale da impedire alla maggioranza di andare avanti, la dialettica politica e partitica è cosa diversa, e fa parte del gioco. Per quanto riguarda Febbo, la Lega ha agito in base al sacrosanto principio del reciproco sostegno, che a Chieti è venuto meno e ha impedito di eleggere il nostro sindaco, della Lega e del centrodestra. Non potevano non esserci conseguenze, e abbiamo chiesto a Febbo di fare un passo indietro dalla giunta. Tengo però a sottolineare che con Mauro ho un rapporto di amicizia ventennale, e lavoreremo bene insieme.
La Lega è unita al suo interno?
Più che unita: siamo granitici, siamo 10 consiglieri e 4 assessori e le persone serie si confrontano e possono anche avere posizioni diverse sui singoli passaggi, ma siamo tutti militanti, convinti che Matteo Salvini sia il miglior leader del partito e anche del Paese.
I grandi obiettivi della legislatura?
Combattere lo spopolamento dei piccoli centri dell’entroterra, e la legge presentata da Marsilio ieri è un primo importante passo, un obiettivo centrale anche per la Lega. In secondo luogo dobbiamo rafforzare e sviluppare il progetto Abruzzo regione del benessere, tenuto conto della stagione turistica molto favorevole vissuta questa estate che può essere un punto di svolta. occorre poi soprattutto riorganizzare tutto il sistema sanitario abruzzese, la pandemia ci ha fatto capire che i tagli imposti dalla legge Lorenzin sono nefasti, d’ora in avanti andare nella direzione opposta. A cominciare per quel che riguarda i piccoli presidi che oggi si sono rivelati determinanti, e lo saranno ancora di più nel futuro se ben organizzati e razionalizzati.






