L’AQUILA – Un uragano spazza il movimentatissimo scenario del centrodestra aquilano in vista del voto amministrativo di giugno, alle prese con complicati e tardivi tentativi di riunificazione mentre ci sono già numerosi candidati alla fascia tricolore.

L’ipotesi è clamorosa: tre nomi storici del centrodestra cittadino, Biagio Tempesta, Carla Mannetti e Giorgio De Matteis, sarebbero pronti a uscire con una loro formazione civica, staccata dal resto della coalizione, sentendo la responsabilità di offrire all’elettorato un’alternativa credibile a tutti i partiti e a tutti i candidati.

In quest’ottica Tempesta, che sindaco del capoluogo lo è già stato, dal 1998 al 2007, sarà il candidato alla fascia tricolore.

La Mannetti, ex direttore regionale ai Trasporti e presidente della società aeroportuale Saga, potrebbe essere il capolista mentre De Matteis, confermando quanto dichiarato solo pochi giorni fa ad AbruzzoWeb, correrà come semplice consigliere puntando soprattutto alle elezioni regionali del 2019.

Una bocciatura della linea “giovane” del partito, in opposizione alle mosse del vice presidente regionale del partito e capogruppo uscente, Guido Liris, che ha promosso la candidatura, approvata dal coordinamento comunale forzista, del direttore di Laqtv ed ex consigliere regionale Luca Bergamotto, sulla quale sono tuttora in corso trattative con i salviniani per provare a riunificare le coalizione.

IL SONDAGGIO

Tutto questo accade mentre il tavolo nazionale forzista sul voto amministrativo, guidato dal senatore Altero Matteoli, ha varato un sondaggio sulle città dove ancora non si è trovata la quadra sul candidato, tra cui ovviamente anche L’Aquila.

Per tutta la giornata di oggi i cittadini aquilani hanno ricevuto telefonate e sono stati ascoltati i loro pareri su quattro candidati: Luigi D’Eramo di Noi con Salvini, Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia, il civico Giancarlo Silveri di Riscatto popolare e, di marca forzista, proprio quel Liris che però ha già annunciato il passo indietro per tentare la riunificazione della coalizione sul nome di Bergamotto.

Il sondaggio romano rischia, così, di passare al setaccio uno scenario già superato dagli eventi aquilani, ma potrebbe comunque fornire interessanti risultati.

Di sondaggio telefonico si era parlato fin da fine 2016 come metodo di selezione del candidato della coalizione, slittando un paio di volte e venendo, poi, cancellato, anche in contrapposizione alle primarie chieste a gran voce dai salviniani.