SULMONA – Sabato 18 febbraio alle ore 16, presso l’aula consiliare del Comune di Sulmona si terrà una pubblica assemblea per fare il punto sulla situazione relativa alla centrale e al metanodotto Snam e per programmare ulteriori iniziative di contrasto alla realizzazione delle due opere. L’assemblea è organizzata congiuntamente dal Comune di Sulmona, dai Comitati cittadini per l’ambiente e dal Coordinamento No Hub del Gas. La Snam ha comunicato che avvierà i primi lavori nel sito della centrale di compressione, a Casa Pente, con le indagini archeologiche, opere propedeutiche, come ha chiaramente riferito questa testata, al cantiere vero e proprio.

 LA NOTA DEI COMITATI

I siti giornalistici che hanno pubblicato la notizia dell’inizio dei lavori per il primo marzo da parte di Snam a Case Pente, non ne hanno responsabilità perché hanno riportato semplicemente ciò che la stessa Snam ha comunicato al Comune di Sulmona.

Il problema è che si tratta di una frettolosa comunicazione priva di fondamento perché la Snam ha omesso altresì di comunicare – e lo sa bene – che  i lavori di costruzione della centrale di compressione sono subordinati all’adempimento di tutte le prescrizioni specificate nel Decreto V.I.A. del 7/03/2011.

Non può prescindere da tale obbligo, così come lo stesso Decreto sancisce in modo inequivocabile che esse dovranno essere adempiute “in sede di progetto esecutivo e comunque prima dell’inizia dei lavori”.

Una delle prescrizioni più importanti, per quanto concerne la centrale di compressione, è quella relativa ai sondaggi archeologici.

Le attività che a partire dal primo marzo la Snam potrà svolgere nel sito di Case Pente, riguardano esclusivamente i sondaggi archeologici e la bonifica bellica.

Pertanto, qualunque altra attività che fosse configurabile come “inizio lavori” sarebbe una palese violazione di quanto sancito dal decreto V.I.A.!

Del resto è proprio la Snam ad aver stabilito, nella Relazione integrativa sottoposta a consultazione pubblica, che i lavori della centrale di compressione avranno inizio il 1° luglio 2024 e termineranno il 19 dicembre 2027.

Quella di sabato sarà l’occasione per fare chiarezza su tanti aspetti procedurali e di merito relativi alle due infrastrutture che da settimane alcuni tra i più importanti quotidiani nazionali – pubblicando acriticamente le veline del governo –indicano come indispensabili per dare sicurezza al fabbisogno energetico del Paese.

Nell’assemblea verranno approfondite le ragioni che dimostrano, attraverso i dati ufficiali della Snam e del governo, la totale inutilità della centrale e del metanodotto e la non realizzabilità del fantasioso progetto che mira a trasformare l’Italia in un hub del gas a livello europeo.