L’AQUILA – “Non c’è nessuna prova del fatto che mio fratello a bordo della sua moto abbia invaso la corsia ed abbia investito i ciclisti, in questo senso non sono stati trovati segni di frenata o di pneumatici, per stabilire la verità, ci dovranno essere i dovuti ed accurati controlli e le verifiche da parte delle autorità competenti”.
Così ad AbruzzoWeb Rossella Nardecchia, sorella di Federico, il motociclista di 57 anni morto oggi in un incidente stradale sulla statale 80, tra Arischia (L’Aquila) e il valico delle Capannelle.
“Esprimo la nostra contrarietà in un momento così drammatico per aver dovuto apprendere della tragedia dai giornali e che nessun rappresentante delle istituzioni ci abbia contattati – continua la donna distrutta dal dolore -. Chiediamo rispetto per la morte di mio fratello, in particolare per i commenti fuori luogo e contro ogni sentimento di umanità che in molti stanno facendo sui social”.
“Federico era eccezionalmente prudente, una persona buona che aiutava sempre il prossimo, tanto che fino alla fine si è preoccupato degli altri aiutando i ciclisti feriti”, conclude Nardecchia.




