L’AQUILA  – L’università d’Annunzio di Chieti e Pescara nona tra i 17 grandi atenei italiani, con sei posizioni scalate. L’università dell’Aquila 14esima sui 17 atenei medi, e che sale di due posizioni, e l’università di Teramo settima, tra i dieci piccoli atenei, con una posizione guadagnata.

Questo il responso per i tre atenei abruzzesi, della nuova classifica del Censis che ogni anno valuta le università italiane per aiutare gli studenti a orientarsi tra i vari atenei presenti nel nostro Paese. Una articolata analisi basata sulle strutture disponibili, i servizi erogati, le borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, il livello di internazionalizzazione, la comunicazione e servizi digitali, e l’occupabilità dei neolaureati.

In vetta alla classifica dei mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti), si collocano, anche quest’anno stabili in prima e seconda posizione, l’Università di Padova, con un punteggio complessivo di 91,2, e l’Università di Bologna (87,8). Sale in terza posizione la Sapienza di Roma che con 86. Chiudono la classifica dei mega atenei l’Università di Bari (79,7) e l’Università di Napoli Federico II (74,2), rispettivamente, in penultima ed ultima posizione.

Si conferma al vertice della classifica dei grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti) l’Università della Calabria con un punteggio totale di 91,7, superiore a quello dell’Università di Pavia (90,2),  in seconda posizione. Terza in graduatoria è l’Università di Cagliari che con il punteggio totale di 88,5 punti.

Chiudono la classifica dei grandi atenei: l’Università di Ferrara (80,8, tredicesima), l’Università della Campania e l’Università di Roma Tre, quattordicesime a pari merito, (80,0) e l’Università di Catania (79,2, quindicesima).

Per per quanto riguarda l’università di Chieti e Pescara, al nono posto, le prestazioni migliori riguardano la comunicazione servizi digitali e le strutture sopra i 95 punti punteggio più basso per l’occupabilità 68 punti.
Nel punteggio generale era di 80 nel 2025, ora e a 84,2, un incremento che vale sei posizioni in più.

Apre quest’anno la classifica dei medi atenei statali l’Università di Sassari, che con il punteggio di 93,2 guadagna la prima posizione, scalandone tre, seguita dall’Università Politecnica delle Marche, che con 92,8 mantiene il secondo posto. In terza, a pari merito, con il punteggio complessivo di 92,7, si collocano l’Università di Trento (-2 posizioni) e l’Università di Udine (-1 posizione).

Si posizionano al penultimo ed all’ultimo posto della classifica dei medi atenei statali l’Università di Napoli Parthenope (81,3, -3 posizioni) e l’Università Magna Graecia di Catanzaro (78,8).

L’università dell’Aquila, che guadagna due posizione, ottiene il punteggio maggiore nella comunicazione servizi digitali con 96 punti e sulla occupabilità 93 punti. Il punteggio generale è passato dagli 82 punti del 2025 all’82,7 attuali.

Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) continua a occupare il primo posto l’Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 95,3, seguita dall’Università di Cassino, anch’essa stabile in seconda posizione con 87,3. Scala tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che guadagna la terza posizione (86,0).

Chiudono la classifica dei piccoli atenei statali, l’Università del Molise (75,8), penultima, e l’Università di Napoli l’Orientale (73,0), di ritorno dalla classifica dei medi atenei, dove aveva fatto ingresso lo scorso anno.

L’Università di Teramo, che ottiene una posizione in più salendo al settimo posto, ha un ottimo il punteggio per le strutture, 105, e per la comunicazione servizi digitali, bene anche le borse 74. Basso invece il giudizio sull’occupabilità, 66.
Il punteggio generale è 81, nel 2025 era 81,3, ma altri atenei concorrenti hanno subito flessioni ben maggiori.