PESCARA – Ricorso al Tar contro il parere favorevole alla realizzazione di un cementificio a freddo in località Punta Penna di Vasto (Chieti), a pochi metri dalla Riserva naturale regionale di Punta Aderci, espresso dall’ufficio tecnico del Comune.
Lo annunciano Wwf e Legambiente Abruzzo, parlando di “sciagurato progetto” e chiedendo formalmente alla Regione Abruzzo di “tornare a occuparsi in esclusiva delle valutazioni ambientali oggi assurdamente delegate ai Comuni”.
Nel corso di una conferenza stampa, i responsabili regionali di Wwf e Legambiente, Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco, hanno ricordato che “il direttore dell’Arta, in una nota diffusa ieri, ha annunciato di aver costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare” il cui obiettivo è quello di “‘avere un’esatta cognizione delle potenziali interferenze dell’attività produttiva sull’area protetta, in applicazione del principio di precauzione di derivazione europea, trasposto nel codice dell’ambiente vigente in Italia, in modo da poter fornire un contributo qualificato nella discussione in corso e anche nell’ipotesi che l’Agenzia sia chiamata ad esprimere un parere tecnico nella successiva fase procedimen-tale dell’opera’”.
“Una presa di posizione – osservano gli ambientalisti – che indirettamente evidenzia come sia stato un clamoroso errore da parte della Regione Abruzzo delegare ai comuni le valutazioni di incidenza, in precedenza di competenza del Comitato Via. La struttura regionale poteva contare su tutte le competenze necessarie, Arta compresa, per affrontare la problematica nel rispetto delle normative vigenti in materia ambientale, al fine di gestire al meglio il delicato equilibrio tra lo sviluppo produttivo del territorio e la difesa dell’ambiente. I Comuni non hanno un organico adeguato per tali valutazioni né tantomeno le risorse per acquisire eventuali consulenze”.
“Il rischio, per le lacune evidenziate dagli stessi uffici comunali – sottolinea Di Marco – è che vengano approvati a macchia di leopardo progetti disastrosi per l’ambiente e in contrasto con la programmazione strategica regionale ormai sempre più proiettata verso un’industria green e un’economia circolare”.
Di Tizio parla dell’area protetta come di “una vera e propria miniera d’oro per Vasto e per la sua immagine che incredibilmente si vorrebbe mettere a rischio. Wwf e Legambiente – annuncia – si sono rivolti a un legale, l’avvocato Francesco Paolo Febbo, al quale è stato dato mandato per presentare un ricorso contro la valutazione positiva che il settore urbanistico del Comune ha rilanciato il 15 gennaio scorso. Ci piacerebbe che fosse l’amministrazione stessa in autotutela a revocare quel parere, ma intanto chiederemo al giudice di esprimersi, convinti come siamo che la normativa non sia stata pienamente rispettata”.






