L’AQUILA – “C’è necessità di controlli, da parte di enti terzi, a campione sul CSS in ingresso, per ogni carico, come già avviene in molti cementifici in Italia”.
A chiederlo il comitato Aternoaria, che si batte contro l’utilizzo nel cementifico Italsacci di Cagnano (L’Aquila), del combustione Css, che viene prodotto dai rifiuti che al termine del processo della raccolta differenziata non sono più riciclabili.
A breve saranno istallate nuove stazioni di monitoraggio, a seguito del protocollo d’intesa firmato a dicembre tra Italsacci, Aamministrazione Comunale e Università degli Studi dell’Aquila, Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’informazione e di Economia. L’obiettivo è un monitoraggio ambientale finalizzato a valutare l’andamento nel tempo delle eventuali ricadute sul territorio di Cagnano Amiterno. L’apporto tecnico e scientifico sarà garantito dall’Università dell’Aquila grazie all’utilizzo di strumentazione tecnologicamente avanzata e all’impiego di personale specializzato.
Ma il comitato non si fida.
“Non capiamo la reticenza da parte di ItalSacci nel concederci questo ulteriore tipo di controllo. Vista la pubblicazione dei rapporti di prova relativi alla combustione avvenuta nel 2018, per fugare ogni dubbio sulla “bontà” del CSS, chiediamo inoltre gli stessi dati relativi al periodo precedente l’utilizzo del CSS come co-combustibile”, si legge in una strigata nota.





