L’AQUILA – Un costone di roccia di un fronte di circa cento metri si è distaccato ieri pomeriggio dal Corno Piccolo del Gran Sasso d’Italia provocando un forte boato, ma senza fortunatamente causare conseguenze per gli escursionisti che, complice il bel tempo, hanno riempito i sentieri.
Il crollo è stato dovuto ad “infiltrazioni di acqua e ghiaccio che creano spaccature nella roccia calcarea, è una cosa normale”, dice Agostino Cittadini, già presidente del Collegio regionale delle guide alpine ed esperto di montagna.
Il cedimento, avvenuto alla Terza Spalla del Corno Piccolo, sul versante ovest del massiccio, secondo quanto appreso dai carabinieri forestali, è avvenuto nello stesso punto dove qualche giorno fa c’era stato un altro distacco, il che fa pensare che possa essersi mosso qualche sasso che era rimasto in bilico o per il passaggio di qualche camoscio.
“Il crollo è avvenuto in direzione della Val Maone”, spiega Cittadini, “dove sono arrivati i detriti. Nessuno si trovava in zona”.
La giornata domenicale ha fatto registrare numerose presenze in montagna, anche di gruppi accompagnati, ma da quanto riferito dai forestali in pattugliamento d’alta quota, la roccia che si è staccata sotto il sentiero Ventricini finendo sul vallone dei Ginepri, ha interessato una zona meno frequentata delle altre dagli escursionisti. (m.sig.)






