L’AQUILA – Svolta nella durissima partita della costituzione del Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, prevista dalla riforma nazionale, voluta dal versante aquilano, e osteggiata da quella teramana: ieri pomeriggio è arrivato il via libera da parte del presidente della Regione Marco Marsilio, al decreto per la formazione del nuovo consiglio camerale, entro tre mesi, attraverso l’individuazione del numero dei seggi spettanti a ciascuno dei settori economici, 28 in totale.
Ed oggi si è tenuta la conferenza stampa alla sede di Bazzano della Camera di commercio dell’Aquila, convocata dal presidente Lorenzo Santilli, in cui si canta vitoria nell’annunciare l’atto che pone fine a questo punto al duro contenzioso, passato anche attraverso una diffida legale, con i cugini teramani che con in testa il presidente Gloriano Lanciotti, hanno guardato con il fumo neglio occhi la fusione.
“Chiarisco una volta per tutte – ha esordito il presidente Santilli – che l’accorpamento era già avvenuto due anni fa, imposto dalla legge nazionale. L’iter fino ad un certo punto è stato serenamente condiviso, poi la Camera di commercio di Teramo ha inteso agire in modo diverso. Non abbiamo vinto o perso nessuna battaglia. L’Aquila e Teramo erano andati all’altare, e si sono sposati, poi c’è chi ci ha ripensato, ma il ministero che aveva decretato l’atto di matrimonio, non ha fatto l’atto di separazione. La via era obbligata, quello che era rimasto da fare era la nomina dei nuovi organismi. Ora entro novanta giorni si potrà procederà”.
E dunque ora il matrimonio, volente o nolente andrà consumato”.
Presenti in conferenza stampa oltre a Santilli, il segretario generale di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma, il direttore di Confcommercio Abruzzo, Celso Cioni, il presidente Fiva Confcommercio L’Aquila, Alberto Capretti, il presidente della Confederazione agricoltura e consigliere della Camera di commercio dell’Aquila, Filippo Rubei.
Assenti nel tavolo della conferenza, i rappresentanti della Cna, della Confindustria e della Confesercenti.
Ma ad esplicita domanda dei cronisti, Santilli smentisce categoricamente che queste assenze siano un segno di dissidi interni all’organo camerale, e per la sua gestione, considerato che c’è stato un crescendo di polemiche e di attacchi da parte delle associazioni di categoria, in particolare Cna e Api, per “eccessivo autoritarismo e scarsa condivisione delle scelte”, da parte di un presidente, che si è dimesso dalla Confcommercio a luglio scorso, a causa di un contenzioso economico.
“E’ semplice conferenza stampa, non era necessaria la presenza di tutti, molti aveno impegni, e anche problemi di salute”. E aggiunge: “Mi permetto di dare un consiglio – ribatte Santilli -, andate a leggere gli atti della camera di Commercio, e vediamo chi sono coloro che mi criticano: si può verificare che non è mai mancato il numero legale”.
Per quanto riguarda l’ipotesi di sue dimissioni dall’ente camerale, ora che non rappresenta nessuno degli organismi soci, e una sua eventuale candidatura alla presidenza Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia taglia corto:
“Non ho bisogno di dimettermi, decadrò automaticamente quando saranno eletti i nuovi organi della Camera di commercio unica, e non ho intenzione di candidarmi. Ritengo che servano nuove persone, energie fresche che riescano a tener insieme un territorio complesso, e guidare una Camera di commercio che avrà dimensioni ragguardevoli. La futura giunta avrà la somma delle risorse, delle competenze e del personale. Si otterranno grandi economie, da liberare a beneificio sul territorio, visto che servirà un solo segretario generale, e non due, un solo collegio dei revisori, e non due, un solo responsabile della sicurezza e non due, e così via. Avremo anche la possibilità di bandire concorsi per coprire i posti vacanti in organico”.
Tra le voci critiche, in verità c’era oggi al suo fianco Mari Fiamma, che ha affermato: “Una buona notizia, questo decreto, ma ci è voluto davvero troppo tempo, andava fatto molto prima. Per quanto riguarda la governance della Camera di commercio aquilana, ho sempre esternato i miei dubbi e le mie perplessità: non ha funzionato in modo ottimale, spero ora che la nuova camera di Commercio unica non sia un ministero, ma un struttura agile, ambiziosa, con idee, e che costituisca un valore aggiunto. Abbiamo la possibilità di gestire in modo unitario e sinergico aree costiere e aree interne”.
Che il processo è a questo punto irreversibile lo conferma la nota diramata da Marsilio e dall’assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, che riferisce dell’avvenuta firma del decreto.
“Alla luce decreto del 27 gennaio 2017 – si legge – firmato dall’allora ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, oggi appare illegittima la richiesta di sospensione del procedimento di accorpamento tra le Camere di commercio di Teramo e di L’Aquila e tanto meno immaginare che possa essere annullato a seguito di delibera unilaterale di ripensamento”, riferendosi agli atti e posizioni assunte dalla camera di Commercio di Teramo.
“Inoltre a seguito di contatti intrattenuti con i vertici nazionali di UnionCamere e del Mise – si aggiunge nella nota – è stata confermata la necessità di procedere con l’urgenza del caso agli adempimenti di competenza regionale poiché è impossibile immaginare un ripensamento rispetto ad una procedura che ha visto già decine e decine di fusione avvenute tant’è che il Governo ed il Parlamento in più di una occasione, anche formalmente, hanno confermato in 60 il numero delle Camere”.
“Quindi la Regione – si ribadisce – non può più rinviare o esitare senza un giustificato motivo la procedura disciplinata dalla legge sul riordino delle Camere di commercio, peraltro assunta con atto “volontario” .
E così con il decreto di oggi la Regione determina i settori economici rappresentati in consiglio della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia ed il numero dei seggi spettanti a ciascuno di essi come segue: 2 seggi per il mondo agricolo, 4 quello artigianale, 5 industria, 5 commercio, 1 cooperative, 2 turismo, 1 trasporti, 1 credito e assicurazioni, 3 servizi alle imprese ed 1 altri settori per complessivi 25 seggi da attribuire alle categorie economiche. Mentre altri 3 seggi vengono assegnati rispettivamente uno alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, uno all’ associazione tutela dei consumatori ed uno all’ ordine dei liberi professioni per un totale di 28 seggi.
Successivamente ogni associazione di categoria dovrà designazione e nominare i propri componenti del consiglio e giunta della nuova camera di commercio.
In conferenza stampa per stemperare il clima, Santilli, torna anche sulla diffida inviata alla Regione Abruzzo e alla Camera teramana, con tanto di paventata richiesta di risarcimento danni , in caso di inerzia perdurante nel processo di fusione. Atto che ha scatenato le ire di Lanciotti. “Non capiamo il modo di agire dei nostri cugini aquilani che scorrettamente stanno facendo opera di pressing in Regione e al Ministero perché si accelerino i tempi per l’accorpamento, penso sia l’unica provincia in tutta Italia che voglia farlo e, francamente, non ne capisco la motivazione. Basta pressioni dall’Aquila”, aveva tuonato.
Il presidente della Camera di commercio di Teramo sostiene infatti che nella fusione con L’Aquila i teramani hanno tutto da perdere, considerando i numeri portati a casa nel 2019, con oltre 1 milione e 181mila euro di erogazione di fondi e un numero di imprese affiliate in notevole aumento.
“La diffida nasce da una sempre considerazione – ha spiegato oggi Santilli – : i revisori ravvisano possibile danno erariale al nostro ente, in caso di rtardi, danni adi cui non avremmo avuto responsabilità. E’ stato un atto di autotutela, tutto qui”.
Con il decreto la Regione determina i settori economici rappresentati in consiglio della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia ed il numero dei seggi spettanti a ciascuno di essi come segue: 2 seggi per il mondo agricolo, 4 quello artigianale, 5 industria, 5 commercio, 1 cooperative, 2 turismo, 1 trasporti, 1 credito e assicurazioni, 3 servizi alle imprese ed 1 altri settori per complessivi 25 seggi da attribuire alle categorie economiche. Mentre altri 3 seggi vengono assegnati rispettivamente uno alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, uno all’ associazione tutela dei consumatori ed uno all’ ordine dei liberi professioni per un totale di 28 seggi. Successivamente ogni associazione di categoria dovrà designazione e nominare i propri componenti del consiglio e giunta della nuova camera di commercio.
“Al di là della obbligatorietà dell’ applicazioni della norma di legge, riteniamo – concludono Marsilio e Febbo – che il processo di fusione tra le due Camere di L’aquila e Teramo, come peraltro già avvenuto tra quelle di Chieti e Pescara, rappresentano il rafforzamento del sistema camerale all’interno del processo economico istituzionale con numeri e posizioni che non possono essere ignorati. Dalla fusione Teramo e L’Aquila l’Abruzzo delle imprese esce più forte e capace di accettare le nuove sfide economiche”.






