L’AQUILA – Cavalli e sterco nella chiesetta di Campo Imperatore dedicata alla Madonna della Neve, una di quelle divenute nel tempo care a Papa Giovanni Paolo II nelle sue oltre 100 visite sul Gran Sasso.

A riportare la notizia, che risale a venerdì scorso, è il sito Assergi Racconta, che ha anche delle foto.

La porta era chiusa ma all’interno del luogo sacro hanno trovato un gruppo di cavalli. Sul pavimento lo sterco degli equini.

I cavalli trovati non erano al pascolo e non sono entrati da soli, ma sono arrivati a Campo Imperatore cavalcati da cavalieri stranieri provenienti dal Teramano.

I turisti hanno ben pensato di riparare le loro cavalcature nella chiesetta come fosse una stalla.

Addirittura, la porta era stata chiusa con un bastone legato di traverso con uno spago per evitare che i cavalli potessero uscire.

L’ALPINO: “DENUNCIA CONTRO IGNOTI, BISOGNA TROVARLI”

“C’erano tre cavalli all’interno della Chiesetta del Papa, l’acquasantiera era stata usata come abbeveratoio, c’era sterco a terra e un odore immondo”.

Così Antonio Massimi, responsabile del Gruppo Alpini della frazione aquilana di Assergi, che cura la manutenzione della chiesetta intitolata alla Madonna delle Nevi che si trova a Campo Imperatore, a oltre 2 mila metri di altitudine, benedetta nel 1993 da Giovanni Paolo II, conferma l’episodio degli equini ricoverati nell’edificio sacro e racconta la scena alla quale si sono trovati di fronte i compaesani nella notte tra venerdì e sabato scorso.

“Una denuncia è stata sporta dal parroco di Assergi ai carabinieri – spiega Massimi – Al momento è contro ignoti perché conosciamo chi siano questi personaggi che forse hanno dormito in un camper, comunque non hanno lasciato documenti in albergo, e sono ripartiti sabato mattina prestissimo con le loro cavalcature”.

“Questi tre viandanti – prosegue l’alpino con sarcasmo – hanno parcheggiato i loro cavalli dentro la chiesetta, mi raccontano che avessero accento straniero ma non ero presente. Noi curiamo la manutenzione, venerdì sera eravamo in una cena tra alpini a Paganica e abbiamo ricevuto una telefonata dal custode dell’osservatorio astronomico di Campo Imperatore che ci raccontava la situazione. Dato che gli animali sentivano freddo, e occorreva loro un ricovero, qualcuno aveva segnalato ai turisti un posto riparato ma loro li avevano messi lì. La porta a due ante, una fissata dai paletti, l’altra a molla, che è sempre chiusa, era stata fissata dall’interno con un bastone di traverso per tenerla ferma”.

L’alpino spiega che “siamo andati la mattina a pulire, i dipendenti dell’hotel avevano già dato una pulita poi noi abbiamo disinfettato con tutto l’acido”.

Adesso si confida negli investigatori, “non dovrebbe essere difficile bloccarli, da quella zona si può andare via solo su tre passi e basta appostarsi lì”, conclude Massimi.