L’AQUILA – “Le prime 48-72 ore sono le più critiche. Non possiamo fare valutazioni azzardate ma al momento le sue condizioni ci lasciano ben sperare”.

Le parole del primario del Neurologia dell’ospedale dell’Aquila, Carmine Marini, aprono al cauto ottimismo sul caso della 60enne di origini romane colpita da meningite da meningococco. 

La donna che il professore sta seguendo passo passo, è ricoverata da sabato mattina in rianimazione in uno stato di salute ancora molto delicato ma la situazione stazionaria fa ben sperare, perché le condizioni non sono peggiorate rispetto ad una malattia molto grave. 

Il primario aquilano non ha voluto aggiungere altro proseguendo sulla linea del massimo riserbo. Nelle prossime ore saranno valutati i danni cerebrali e il quadro sarà più chiaro. 

La donna era arrivata in ospedale giovedì sera con febbre alta, un forte mal di testa e in stato confusionale ricevendo le prime cure nel reparto Malattie infettive. Poi, visto l’aggravamento, è stata trasferita in rianimazione. 

Dai risultati degli esami microbiologici, si tratta di una meningite batterica con uno stato infamatorio molto grave, secondo i medici da meningococco, la forma più grave ed aggressiva della malattia, ma fonti sanitarie rassicurano che si tratta di un caso isolato e che quindi non c’è allarme. 

Comunque, è scattata la profilassi del caso: medici ed operatori sanitari che sono stati in contatto con la 60enne ed i parenti hanno assunto la copertura medicinale di prevenzione. 

Il caso di meningite ha avuto larga eco anche in città dove si è fatta largo la preoccupazione per il contagio anche se con il passare del tempo e le rassicurazioni dei medici il clima di timore sta rientrando. (azz.cal.)