ROMA – “Il fatto non sussiste”.

È la motivazione con cui il del Gup di Catania, Nunzio Sarpietro ha emesso la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Matteo Salvini a conclusione dell’udienza preliminare sul caso Gregoretti. Le motivazioni complete saranno pubblicate entro i prossimi 30 giorni.

“Dedico questa sentenza ai miei figli, agli italiani e agli stranieri perbene. In particolare alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, che combattono per rendere più sicuro il nostro Paese e spesso lo fanno a mani nude. Questa sentenza dice che un ministro che ha difeso la dignità e i confini dell’Italia è un ministro che ha fatto semplicemente il suo dovere. Sono contento e ribadisco che se e quando gli italiani torneranno a votare e ad attribuirmi responsabilità di governo, farò esattamente la stessa cosa, perché l’immigrazione regolare e controllata è un fattore positivo; quella al modo di Lampedusa con tremila arrivi in un fine settimana porta il caos e l’Italia in questo momento non ne ha bisogno”, ha commentato Matteo Salvini dopo la sentenza.

“Questo processo di Catania è un processo matrioska, cioè contiene tutti i casi in cui ci sono stati degli sbarchi e dei ritardi negli sbarchi”: ha detto l’avvocato Giulia Bongiorno. La legale ha annunciato che la sentenza sarà prodotta anche nel processo di Palermo, dove Salvini è stato invece rinviato a giudizio per lo stesso reato di sequestro di persona.

“La sentenza è stata emessa con una formula molto chiara, perché il fatto non sussiste. È la formula più chiara, che evidenzia in modo indubbio che, secondo il giudice di Catania non c’è stato nessun reato di sequestro. È inutile dire che questa sentenza oltre a darci soddisfazione ci fa riflettere sul fatto che in questo processo c’è stato un grado di approfondimento molto significativo, soprattutto se messo a confronto con l’altro procedimento di Palermo”.

“In questa sentenza c’è anche il caso Open Arms – dice Bongiorno – Questo giudice è stato estremamente rigoroso e attento perché fin dalle prime udienze ha acquisito tutti gli atti di casi simili, tutto il fascicolo di Open Arms e testimonianze fondamentali. Questa è una sentenza emessa dopo un’analisi dettagliata, non è stato un gup che si è voluto levare il pensiero del processo ma ha volito analizzare”.

“È inutile dire che siamo estremamente soddisfatti”, dice Bongiorno. Che, parlando ancora del processo di Palermo, sul caso Open Arms di Palermo, dice: “In questo processo c’è stato sicuramente un approfondimento diverso e superiore – dice – questo ha consentito la giudice di avere una visione più ampia e più nitida. Io preferisco un processo in cui l’udienza preliminare non è inutile. Non ha senso avere un giudice che dica: ‘Poi ve la vedete al giudizio’. Invece avere una coscienza di un gup vuole vederci chiaro è una garanzia. A Palermo non c’è una sentenza di condanna ma un inizio di procedimento”, dice.