L’AQUILA – “Non ci sarà nessuna sanatoria” per le casette costruite abusivamente dopo il sisma del 6 aprile 2009, che dovranno essere “abbattute in ogni caso”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, conferma ad AbruzzoWeb il pugno duro contro i cittadini proprietari di edifici provvisori tirati su in zone a rischio idrogeologico o senza autorizzazioni, specificando che “nella delibera 58, alla quale molti si appellano, non c’è scritto da nessuna parte che i manufatti abusivi sarebbero passati da temporanei a permanenti”.
Tolleranza zero, quindi, da parte del primo cittadino alle istanze portate avanti dal comitato 58 che, in una lettera rivolta agli organi di stampa e allo stesso Cialente, ha parlato dell’ipotesi di una sanatoria, ventilata nel periodo successivo al sisma e avvalorata “dal contenuto della delibera che parlava di eventuale successiva istanza di trasformazione dei manufatti da temporanei a permanenti, nel rispetto dei parametri edilizi ed urbanistici”.
“Il Comune non può fare sanatorie, per legge può farle solo il governo nazionale – ribadisce Cialente – Ora si affronteranno i casi uno per uno e chi sta fuori dai vincoli non potrà rimanere: è una questione di sicurezza”.
Il sindaco conferma e avvalora la linea dura già annunciata dal suo vice, Nicola Trifuoggi, che nei giorni scorsi ha annunciato il potenziamento delle attività di controllo e sicurezza del territorio, in particolare per la questione dell’abusivismo dell’Aquila post-sisma.
Le promesse del Comune non sono rimaste disattese tant’è che l’amministrazione si è costituita parte civile in 6 procedimenti a carico di cittadini accusati di abuso edilizio e il suo ufficio legale, seguendo la direttiva politica stabilita, valuterà di volta in volta se costituirsi o meno, in seguito alle comunicazioni di richieste di rinvio a giudizio della procura della Repubblica.
“I procedimenti in questione sono a carico di chi non ha rispettato i vincoli nella costruzione dei manufatti e ha costruito in zone a rischio idrogeologico – taglia corto Cialente su questo aspetto – C’è in ballo la sicurezza e non si può far finta di non vedere”.






