L’AQUILA – “Apprendiamo in queste ore dell’approvazione della nuova legge regionale in materia di edilizia residenziale pubblica. Un’approvazione che, stando ad alcune testate giornalistiche, riporta il parere favorevole di maggioranza e opposizioni, dal Partito democratico passando per Forza Italia e finendo al Movimento 5 stelle con alcuni distinguo”.

Così in una nota,  l’associazione As.i.a. (Associazione inquilini e abitanti) Usb Abruzzo, intervenendo in merito alla legge, approvata in Consiglio regionale, che ridefinisce l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare. La norma prevede l’assegnazione a chi ha la cittadinanza italiana e, per i cittadini stranieri, che hanno regolare residenza da almeno dieci anni consecutivi nel territorio nazionale. Valorizzazione tra i requisiti per l’accesso la permanenza sul territorio regionale di nuclei familiari con residenza o attività lavorativa pluriennale anagraficamente accertata e l’assenza di condanne penali per delitti non colposi.

“Ci teniamo a criticare i punti salienti che a dir poco ci lasciano sgomenti – si legge nella nota – per un consenso così trasversale nel Consiglio regionale. Registriamo l’ennesimo atto della strategia basata sull’aizzamento alla guerra tra poveri. Come definire diversamente la norma che prevede l’aumento a 10 anni di residenza continuativa nel territorio nazionale per un cittadino straniero al fine di soddisfare il requisito per l’accesso all’alloggio pubblico? O quello che prevede per il richiedente l’aumento a 5 anni di residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva o principale nel bacino di utenza cui appartiene il comune che emana il bando?”.

“Badate bene – prosegue la nota -, siamo ben consapevoli che le case attualmente a disposizione sono poche e non riescono a soddisfare la domanda crescente dovuta all’incremento dei cittadini in emergenza abitativa. Siamo tuttavia convinti che la politica ha il compito di dare priorità a nuovi investimenti per rilanciare l’edilizia residenziale pubblica, anche richiedendo nuovi fondi nazionali e attingendo maggiormente a quelli europei. C’è la necessità di fermare i processi di privatizzazione degli alloggi E.r.p., l’aumento degli affitti e gli sfratti”.

“Infine – viene aggiunto – c’è l’esigenza di arrestare il degrado e l’abbandono di questo importante patrimonio pubblico avviando piani di risanamento e di riqualificazione energetica. Non sarà dividendo i cittadini in residenti di serie A e residenti di serie B che si risolverà il disagio sociale che imperversa in regione attorno alla questione abitativa. Il diritto alla casa è un diritto universale e in quanto tale va riconosciuto senza modificare in maniera discriminatoria i parametri per accedere a misure di aiuto sociale. Secondo i dati Istat gli stranieri residenti in Abruzzo al primo gennaio 2017 sono 86.556 e rappresentano il 6,5 per cento della popolazione residente , il Consiglio regionale è davvero convinto di risolvere l’emergenza abitativa rendendo l’accesso agli alloggi Erp più difficile al 6,5 per cento dei cittadini residenti in Abruzzo?”.

“Qualcuno pensa che non dando la casa agli stranieri questi andranno altrove? E dove dovrebbero andare se lavorano qui? I politici pensano forse che alloggi di fortuna siano una soluzione? Se la si pensa in questo modo dobbiamo constatare che l’attuale classe dirigente seduta in Consiglio regionale gioca a fare lo struzzo con i problemi sociali presenti in Abruzzo. Così facendo non si farà nient’altro che un regalo alla criminalità iniettando uomini e donne nei circuiti dell’illegalità per motivi di sopravvivenza”.

“Per concludere – viene aggiunto – vogliamo sottolineare come la Regione Abruzzo abbia avuto il tempo di dare luce a questa legge mentre da mesi è vacante il ruolo di commissario dell’Ater Lanciano-Vasto, comportando il blocco di numerose pratiche riguardante la vita degli assegnatari, e mentre da un mese As.i.a. Usb Teramo aspetta di ricevere un appuntamento per rappresentare gli interessi degli sfollati del terremoto”.

“La politica è una questione di priorità – conclude la nota -, per questo al momento ci sembra evidente la necessità di continuare a lottare per affermare la priorità dello Stato sociale e di diritto in Abruzzo e in Italia”.