L’AQUILA – “Il centrodestra e la giunta Marsilio non hanno nessuna intenzione di trovare una soluzione al problema casa in Regione Abruzzo. La legge regionale 34 del 2019 per l’edilizia residenziale pubblica, come aveva denunciato l’Unione Inquilini, è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri per evidenti profili di incostituzionalità e discriminazione razziale”.
A sostenerlo Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione comunista.
Chi scrive le leggi ha il dovere di attenersi al rispetto della Costituzione, altrimenti perde tempo prezioso. È mera propaganda sostenere che il problema dell’assegnazione degli alloggi popolari è la presenza di legittime richieste dei cittadini stranieri residenti in Italia. E la Meloni racconta frottole quando sostiene che hanno cercato di eliminare “corsie preferenziali per stranieri” che non esistono. In realtà si tratta di una norma discriminatoria perché sono solo 19 i paesi da cui è possibile ricevere “l’attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all’estero” come riportato nelle Circolari interministeriali
Escludere dalle graduatorie i cittadini stranieri dei paesi non inclusi in questo elenco, quindi impossibilitati a fornire la documentazione necessaria, è discriminazione. Ovviamente tutti coloro che partecipano ai bandi devono fornire attestazione del proprio reddito e del patrimonio immobiliare in Italia. Far passare l’idea come hanno fatto Meloni, Marsilio, Sospiri, Liris, Testa ed altri che ad essere discriminati sono i cittadini italiani è pura demagogia razzista.
Sono decenni che centrodestra e centrosinistra non portano avanti un piano per l’edilizia popolare pubblica, sono decenni che si susseguono tagli bipartisan alla manutenzione delle case popolari. È tempo di dare riposte concrete. Quanti soldi nel bilancio in approvazione la Regione Abruzzo e il presidente Marsilio intendono mettere per la manutenzione e la messa in sicurezza delle case Ater? Quante risorse per incrementare il patrimonio pubblico disponibile di case popolari?
Inoltre in Abruzzo sono diverse migliaia gli appartamenti vuoti e sfitti, di proprietà delle imprese di costruzioni. È ora di attivare tutti gli strumenti legislativi per rendere disponibile questo enorme patrimonio, che ha goduto dei premi di volumetria e delle agevolazioni urbanistiche, su cui le imprese non pagano neppure l’Imu. Serve prevedere accordi per canoni concordati, una tassazione fortissima e progressiva per gli immobili sfitti, fino alla possibilità per i sindaci di poter attivare lo strumento della requisizione nelle situazioni di più acuta sofferenza abitativa. Inoltre sono disponibili presso la Cassa Depositi e prestiti ben 970 milioni di fondi Gescal destinati alla realizzazione di alloggi popolari, inutilizzati è doveroso che la Giunta Marsilio ed il consiglio regionale si attivino per richiedere la quota parte di quelle risorse destinate alla nostra regione e promuovere un piano per l’edilizia popolare puntando al recupero del patrimonio immobiliare esistente senza consumo di nuovo suolo.
Ci auguriamo che anche l’opposizione in consiglio regionale, M5S e PD, si attivi in consiglio regionale per chiedere il ritiro della legge regionale n.34 viste le censure del governo da loro sostenuto.
Il qualunquismo razzista degli esponenti di centrodestra è irricevibile. È una presa in giro degli abruzzesi che da anni attendono invano un alloggio popolare o che vivono in alloggi Ater fatiscenti. Dimostrino il loro “buonsenso” mettendo le necessarie poste economiche nel bilancio in approvazione.





