L’AQUILA – “Sarebbe opportuno che qualcuno spieghi alla signora Centofanti che, nella sede processuale, si accerta esclusivamente la responsabilità penale delle persone e non quelle morali, che Luca D’Innocenzo pure respinge”.

Lo afferma l’avvocato aquilano Fabio Alessandroni, commentando le polemiche seguite da parte dei familiari delle vittime del crollo della Casa dello studente, e in particolare della portavoce del Comitato Antonietta Centofanti, dopo la diffusione delle motivazioni della sentenza del giudice Giuseppe Grieco.

L’assistito di Alessandroni, Luca D’Innocenzo, ex presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) e successivamente assessore comunale all’Aquila, è stato assolto per non aver commesso il fatto, provocando la reazione dei familiari.

“Quanto al presunto ‘dossier Abruzzo Engineering’, è stato accertato, in maniera inconfutabile, che a D’Innocenzo non è mai pervenuta nessuna comunicazione circa problemi strutturali. Se ne prenda atto, una volta per tutte”, conclude Alessandroni, facendo riferimento al documento compilato dalla società nel 2006 sulla vulnerabilità degli edifici pubblici.