ROMA – Il processo di Cassazione per il crollo della Casa dello studente dell’Aquila potrebbe slittare a luglio.

Due degli avvocati difensori degli imputati, i legali pescaresi Mercurio e Massimo Galasso, hanno infatti presentato al presidente del collegio, il magistrato Rocco Blaiotta, un’istanza di rinvio che, se accolta, darebbe modo alla Corte Costituzionale di esprimersi sui termini della prescrizione di un caso giudiziario che, secondo loro, presenta alcune analogie tecniche con questa vicenda.

Un caso che, tra l’altro, è stato sollevato alla Consulta proprio dalla quarta sezione penale chiamata oggi a giudicare sul crollo che causò otto vittime.

Il dibattimento fissato nella aula “G. Tartaglione” non ha ancora preso il via.

L’accusa verrà sostenuta dal sostituto procuratore generale Oscar Cedrangolo mentre tra i giudici il relatore sarà Daniele Cenci che era già nel collegio della Cgr.

Nell’atrio del secondo piano del “Palazzaccio” di piazza Cavour sono presenti numerosi familiari delle otto vittime del crollo e i tanti legali di parte civile. Non ci sono state manifestazioni fuori dagli uffici giudiziari.

La gran parte dei legali si attende, comunque, una decisione in giornata, anche se in tarda serata.

“Conosciamo perfettamente il processo e tutti i motivi di ricorso, quindi è inutile che ci ripetiate cose che già conosciamo”. Con questa avvertenza il presidente del collegio della quarta sezione penale della Cassazione, Rocco Blaiotta, alle ore 12.20 ha dato il via al processo per il crollo della casa dello studente dell’Aquila, dove la notte del 6 aprile 2009 morirono 8 studenti.

Imputati ci sono tre tecnici autori di un intervento di restauro, Berardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, e il presidente della commissione di collaudo Pietro Sebastiani, tecnico dell’Adsu. Il giudice relatore Daniele Cenci sta ora riepilogando il caso con la sua relazione che, ha assicurato il presidente, “è stata letta e studiata da tutti”.