L’AQUILA – Hanno chiesto e ottenuto il patteggiamento, per questo sono stati condannati e rimessi in libertà i due aquilani che avevano trasformato un bed&breakfast in una casa a luci rosse.

Agostino Di Carlo, 69enne di Vigliano di Scoppito e Giuseppe Cerasoli, 70originario di Ginosa (Taranto) erano finiti agli arresti domiciliari il 2 marzo scorso.

Il gip Giuseppe Romano Gargarella, con l’ok del pm Stefano Gallo, ha accolto la richiesta di patteggiamento a un anno e mezzo di reclusione ciascuno, dando così la possibilità della condizionale.

Di Carlo e Cerasoli hanno ammesso le loro responsabilità: il primo, proprietario dell’immobile, non ha negato il suo ruolo nell’attività illecita, mentre il secondo, che si occupava di procacciare ragazze e transessuali da far prostituire, ha motivato la propria condotta con uno stato di bisogno e difficoltà economiche. 

Le indagini della polizia proseguono per altri fronti aperti dalle intercettazioni telefoniche.

Nella vicenda è coinvolta anche una donna della Repubblica Dominicana, che operava nella Marsica, la cui posizione è stata stralciata.