L’AQUILA – “Dal ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli non arriva ancora nessuna convocazione, e mancano solo nove giorni dalla death line. A questo punto ci stiamo già organizzando per un’altra manifestazione a Roma”.
A nove giorni dal termine del 30 novembre, per l’aumento dei pedaggi, finora congelati, sull’autostrada A24 e A25, per evitare un salasso del 20 per cento in più rispetto alle già salatissime tariffe, torna a battere i tamburi di guerra, interpellata da Abruzzoweb, Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli, coordinatrice di oltre cento primo cittadini laziali e abruzzesi, esasperati dalla spada di Damocle dei rincari lungo un arteria per loro vitale, gestita da Strada dei Parchi, della holding del gruppo dell’abruzzese Carlo Toto.
Domani pomeriggio è previsto un incontro dei sindaci a Carsoli. In attesa della convocazione promessa dal ministro delle Infrastrutture dem.
“Siamo esasperati – rimarca il primo cittadino – è evidente a tutti che gli aumenti non sono in alcun modo sostenibili per cittadini e imprese, e non si può andare avanti a proroghe, serve la parola fine a questa paradossale vicenda”.
A fare quadrato anche la Regione, che il 5 novembre ha approvato due documenti, l primo presentato dalla sinistra, il secondo dalla maggioranza, con i quali è stata ribadita la nostra ferma opposizione agli aumenti, proponendo dei passaggi utili da attuare nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per impedire l’ennesimo salasso.
Unica arma per riuscirci è lo sblocco deli investimenti pubblici Piano economico-finanziario di 3 miliardi 100 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza antisismici delle strutture autostradali, predisposto dall’ex ministro grillino, Danilo Toninelli, validato da Consiglio superiore dei lavori pubblici e autorità di regolazione dei Trasporti, con il via libera del Cipe, ma osservato dall’unione Europea.
Ma nel frattempo, intimano i sindaci, non sarebbe tollerabile alcuna fuga in avanti da parte del concessionario, con un aumento dei pedaggi.
“Trovino una soluzione – avvisa Nazzarro – perché noi siamo pronti alle barricate”.






