L’AQUILA – Rispetto a novembre 2018, i detenuti complessivamente presenti nelle carceri abruzzesi sono aumentati di ben 88 unità passando dai 1.974 ristretti, dei quali 351 stranieri, ai 2.062 di oggi, di cui 360 stranieri.
Di molto peggiorata risulta essere la situazione a Sulmona ove, a fronte di 375 detenuti sui 303 regolarmente “ospitabili”, oggi se ne contano ben 423, il che significa un sovraffollamento di ben 120 detenuti.
I numeri sono snocciolati da Mauro Nardella, componente del Comitato nazionale di gestione della Uil Polizia Penitenziaria che dice senza mezzi termini: “Non è difficile, leggendo i dati, prevedere un collasso della situazione se non si provvederà ad intervenire e subito. Tale situazione contrasta fortemente con l’invariata se non addirittura diminuita presenza di operatori penitenziari. L’augurio più grande che mi faccio, visto che in un carcere abruzzese ci lavoro, e che rivolgo a tutti i colleghi abruzzesi per il 2020 è che finalmente il Governo prenda contezza della situazione e la ridetermini in positivo”.
Andando oltre, situazione critica anche a Lanciano ove i detenuti sono aumentati di circa 26 unità ( 280 per una capienza regolamentare di 231 detenuti e quindi + 49 in termini di sovraffollamento) e a Pescara ove 21 sono le persone in più presenti rispetto all’anno precedente (399/378 per una capienza regolamentare pari a 273 posti e quindi con un numero di soggetti reclusi rispetto a quello regolamentare di +126 unità).
Anche la situazione di Chieti, che già possedeva numeri di tutto rispetto in termini di sovraccarico di persone detenute ,risulta ulteriormente peggiorata, seppur di poco, rispetto allo scorso anno. Qui si è passati dai 142 (rispetto alla capienza regolamentare di 79 detenuti ) ai 144 di novembre 2019 e quindi con 65 detenuti in sovraffollamento.
Risulta invece leggermente migliorata la situazione a Teramo. Qui si è passati dai 425 dello scorso anno ai 422 di quest’anno (+167 in termini di sovraffollamento).
Tornando a guardare in Provincia dell’Aquila troviamo una situazione del tutto invariata all’Aquila 186 rispetto agli stessi del 2018 è un peggioramento delle condizioni numeriche ad Avezzano ove oggi si contano 6 detenuti in più rispetto allo scorso anno (63/57 rispetto ad una capienza regolamentare di 53 posti).
Unica nota positiva, la Casa Lavoro di Vasto. Essa risulta essere l’ unica realtà abruzzese nel 2019 ad aver visto decrescere il numero di “ospiti” di 12 unità rispetto al 2018, da 157 a 145.
Complessivamente degli stranieri in carcere, gli albanesi sono 59, i rumeni 78, i marocchini 49 e i nigeriani 27 .
“La casa di reclusione di Sulmona – analizza ancora la situazione Nadella – risulta essere tra gli istituti abruzzesi quella con i peggiori coefficienti annuali. A tal proposito giova ricordare che presso il carcere peligno vi è una situazione riguardante il personale di polizia penitenziaria davvero drammatica. Rispetto alla stragrande maggioranza degli istituti abruzzesi ove la garanzia di turni a 6 ore sono al momento solo minacciati o in parte soppressi a Sulmona, da molti anni a questa parte, non si sa più cosa significhi lavorare su 4 quadranti atteso che quasi tutte le turnazioni sono strutturate su 8 ore giornaliere. Di qui, mi sento di affermare senza ombra di dubbio che la maglia nera 2019 spetta senz’altro a Sulmona”.
Sulmona sperimenterà l’apertura di un nuovo padiglione, che importerà ulteriori 200 detenuti e che lo relegherà a massima espressione penitenziaria d’Italia se non d’Europa considerata la peculiarità che ha di vedere ristretti detenuti tra i più pericolosi ed attenzionati d’Italia, molti dei quali ex 41 bis, detenuti AS3 (tutti macchiatosi dei reati di associazione di stampo mafioso e che ricomprende realtà quali cosa nostra, camorra, n’drangheta, sacra corona unita, mafia nigeriana, stidda) e numerosi collaboratori di giustizia, tutti di prima fascia e quindi tutti sottoposti alla massima esposizione al rischio.
“Quello che risulta paradossale è che della carenza di organico sulmonese – commenta a tal proposito Nardella – non sembrerebbe essere d’accordo il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria il quale in Sulmona vedrebbe addirittura un soprannumero di agenti se è vero come è vero che ad una richiesta di distacco avanzata da un poliziotto penitenziario di stanza a Rieti lo stesso ufficio sembra abbia risposto negativamente proprio adducendo come motivazione un presunto surplus di poliziotti. Sulmona nel 2019 sarà ricordata anche per il notevole numero di congedi ordinari in arretrato che caratterizza il vissuto del personale di polizia penitenziaria e che supera di gran lunga le 10.000 giornate. Triste è il sapere inoltre di ripetute richieste al personale di cui sopra di rientro anticipato dalle ferie proprio per far fronte alla grave carenza d’organico”.
Infine Nardella osserva che, “a compromettere il già disastroso quadro che ci sta riservando lo scenario penitenziario aquilano del 2019 ci si mette anche l’ASL1 dell’Aquila, Avezzano e Sulmona la quale, sempre più inspiegabilmente, non concede l’accesso al più avveniristico repartino penitenziario ospedaliero d’Italia, pronto da moltissimo tempo ma non ancora aperto alle numerose esigenze “carcerarie” ; la questione caserme vive un rigurgito di compromettenti situazioni. Sia l’Aquila che Sulmona sono alle prese con una riduzione dei posti letto che sta fortemente compromettendo le aspettative dei tantissimi pendolari.






