L’AQUILA – “L’Aquila attraversa una fase difficile dal 6 aprile 2009, sono stato onorato di poter servire questa città. Nel servizio c’è il dovere, la mia più bella retribuzione non è economica, ma valoriale”.
Con queste parole oggi il comandante provinciale dei Carabinieri del capoluogo, il colonnello Giuseppe Donnarumma, ha salutato il territorio in cui ha lavorato poco più di un anno, dal luglio 2014 a ieri, con l’ideale “sipario” della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Un commiato avvenuto negli uffici, da poco ritornati in funzione, del procuratore della Repubblica del capoluogo, Fausto Cardella, che ha voluto un saluto pubblico oltre all’incontro privato con l’ufficiale, con il quale si è stabilita per ammissione di entrambi una sintonia particolarmente efficace.
“La collaborazione è stata strettissima e ha portato ai risultati importanti che sapete, tanto più perché conseguiti in un breve arco di tempo – ha rilevato il magistrato – Volevo pubblicamente ringraziare il colonnello Donnarumma, mi dispiace questo suo trasferimento dopo una breve permanenza. Era nell’aria, si sapeva che sarebbe stato poco perché era destinato a incarichi più importanti, e così è stato”.
Donnarumma andrà al reparto operativo del Comando provinciale della Capitale nella sede di piazza San Lorenzo in Lucina, in pieno centro, con delicati compiti anche in vista del Giubileo della misericordia indetto da Papa Francesco connesso con i rischi di attentati terroristici.
“Ho fatto una scelta personale di interpretare un ruolo riservato – ha detto l’uscente – ho l’onore e l’orgoglio di vedere riconosciuta ai 623 carabinieri del Comando quell’autorevolezza nelle risposte composte e capaci che l’Arma deve avere”.
Quanto a un’operazione particolarmente significativa della sua gestione, il comandante ha ricordato quando, “appena arrivato, dopo 24 ore non io e i miei uomini ci siamo trovati a evitare che altre vittime perissero nell’incidente di Tagliacozzo, che poteva avere conseguenze ancora più nefaste. Ho visto carabinieri che erano già dentro a tirar fuori i feriti, questa è la cifra distintiva”.
Il riferimento è all’esplosione di una fabbrica di fuochi artificiali a Tagliacozzo, dove sono morte tre persone. Ma sotto la gestione di Donnarumma ci sono state tante operazioni anche particolari come quando, lo scorso febbraio, ha arrestato personalmente un nomade autore di uno dei tanti furti in casa alle abitazioni aquilane, aumentati dopo il sisma.
Lo scorso luglio un doppio colpo con l’inchiesta “Redde Rationem” su tangenti ed estorsioni nei puntellamenti post-sisma e, solo pochi giorni dopo, l’operazione “Social dumping”, con 6 arresti, una delle prime in Italia in materia di sfruttamento dei lavoratori e di autoriciclaggio.





