L’AQUILA – “Con riferimento alla nota apparsa sul quotidiano telematico AbruzzoWeb in data 5 dicembre, io sottoscritto Maurizio Pelosi, Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale di Capitignano evidenzio la necessità di esporre talune precisazioni, al fine di onorare insopprimibili esigenze di verità e consentire una più corretta ricostruzione dei fatti oggetto di narrazione”.
Ad affermarlo è il primo cittadino del comune aquilano in una nota, Maurizio Pelosi.
“Il 30 novembre il Capogruppo di minoranza consiliare, Ponzi Michele, ha presentato una poco lineare, e ancor meno logica, ‘diffida’ rivolta al Sindaco e agli Uffici Comunali e trasmessa per conoscenza al Prefetto dell’Aquila, alla Giunta Comunale e ai singoli Consiglieri”.
“La nota contenente plurime e francamente astruse pretese, si concludeva con il doveroso inserimento ‘all’ordine del giorno del primo consiglio comunale utile della contestazione della incompatibilità in relazione ai consiglieri’” Fulvi Antonello e Alfredo Pelosi”.
“Risulta di tutta evidenza come la richiesta del Capogruppo di Minoranza mirava nella sostanza, e per quel che è mi dato comprendere, alla convocazione di un Consiglio Comunale avente ad oggetto l’esame della questione della ridetta incompatibilità”.
“Siffatta pretesa, tuttavia, non poteva essere presentata arbitrariamente e irritualmente da un singolo appartenente al consesso consiliare, ma avrebbe dovuto soggiacere alle previsioni del regolamento comunale sul funzionamento del consiglio comunale, ben noto a tutti i consiglieri, specie a quelli con più profonda esperienza politica all’interno della istituzione locale. Proprio per questo spiace leggere che la puntuale padronanza di un fondamentale dato normativo per la vita istituzionale del Comune venga relegata, dai ‘denuncianti’, a ‘non meglio compresa disconoscenza delle norme’! “.
“Ad ogni modo, stabilisce l’art. 7 del citato regolamento, adottato con deliberazione di consiglio n. 3/2004, che ‘la convocazione del Consiglio viene fatta….in un termine non superiore a 20 giorni, quando la richiesta viene fatta da 1/5 dei consiglieri assegnati..’”.
“In qualità di Presidente del Consiglio, preliminarmente all’analisi dei punti all’ordine del giorno della seduta consiliare del 30/11/2012, ho ritenuto opportuno palesare al gruppo di minoranza irritualità e infondatezza della richiesta presentata e conseguente non accettabilità della stessa”.
“Ho, per di più, richiamato l’attenzione sul dato regolamentare prima esposto, sottolineando che analoghe e future richieste avrebbero dovuto riportare la sottoscrizione di almeno due consiglieri per consentirne l’eseguibilità”.
“Mi sono, peraltro, soffermato sul merito della pretesa, rilevando che in data 15 novembre 2012 è stata inoltrata, dal Rappresentante dell’Area Omogenea n.2, al Prefetto dell’Aquila e al competente Ministro richiesta di parere interpretativo sul campo di applicazione dell’art 67 quater, comma 11, della legge 134/2012 della legge 134/2012”.
“E’ quindi del tutto mendace la considerazione per cui, a causa di un atteggiamento arbitrario ed antidemocratico del sottoscritto, non vi sia stata possibilità di replica. In qualità di Presidente del Consiglio, invero, non mi era consentito aprire alcuna discussione su un argomento non inserito all’ordine del giorno e il mio intervento preliminare era finalizzato solo a rivelare la non correttezza della diffida presentata,affinché potesse esser ripresentata nelle forme di legge”.
“Quanto sin qui esposto svela la palese falsità dell’affermazione contenuta nell’articolo, secondo cui il primo cittadino di Capitignano non conoscerebbe il significato della parola democrazia. In senso opposto sono i Consiglieri di minoranza ad aver dimostrato a me e alla cittadinanza tutta assoluta ignoranza delle regole procedurali, disprezzo per i rispettivi ruoli istituzionali oltre che personale avversione verso i singoli individui”.
“I ‘diffidanti’ infatti manifestano un incomprensibile accanimento verso soggetti che operano costantemente per il bene della collettività e senza diritto ad alcun compenso”.
“Si dimenticano, peraltro, che in attesa dei chiarimenti sull’ambito di applicazione della normativa sulle presunte incompatibilità dei consiglieri, il signor Pelosi Alfredo opportunamente si astiene dal partecipare alle sedute di consiglio proprio per evitare anche solo potenziali conflitti di interesse”.
“Dimenticano pure che il signor Fulvi Antonello non ha nel territorio di Capitignano alcun lavoro direttamente legato ai drammatici eventi del sisma 2009 e che pertanto non manifesta alcuna possibile forma di conflittualità con la carica consiliare. Segnalo, peraltro, che il gruppo di minoranza invoca ormai da tempo e artificialmente la presunta incompatibilità del consigliere Fulvi. Incompatibilità del tutto insussistente, come già espresso in precedenza dall’Organo Consiliare”.
“Dimenticano, infine, l’aspetto più importante. I signori Alfredo Pelosi e Antonello Fulvi sono stati democraticamente eletti dalla popolazione di Capitignano. Prima di costringerli alle dimissioni sarebbe doveroso, in considerazione della rilevanza costituzionale dei diritti in gioco, attendere un indirizzo uniforme sulla corretta interpretazione della legge”.
“A tal fine credo sia opportuno rimarcare, diversamente da quanto esposto nella nota pubblicata su AbruzzoWeb, la piena e solida coesione del gruppo di maggioranza, sempre compatto nel sostenere l’Amministrazione Comunale che rappresento e pronto a partecipare, nel puntuale rispetto delle disposizioni sulle maggioranze assembleari necessarie, alle adunanze così come previsto per legge”.
“A conclusione di questa doverosa replica, mi pare evidente sottolineare che il diritto e la correttezza istituzionale e personale, in questo momento vengano strumentalmente messi da parte dai consiglieri di minoranza, per far posto all’invidia politica che ancora, probabilmente, non riesce ad accettare il chiaro risultato elettorale del maggio 2011”.






