L’AQUILA – Regna il caos al Consorzio di Bonifica interno, dove un decreto d’urgenza del Tribunale amministrativo regionale ha congelato le elezioni dei componenti del Consiglio dei delegati, previste per il 2 ottobre prossimo, a cui erano chiamati al voto oltre 20 mila agricoltori e proprietari di terreni.
Ed ora si moltiplicano le voci di un possibile commissariamento, da parte della Regione, dell’Ente che ha il compito di garantire la funzionalità dei sistemi di irrigazione nelle aree dell’Aquilano e delle Valli del Sagittario, del Tirino, Peligna, Subequana, della Piana di Navelli e di Campo Imperatore.
A determinare lo stop il ricorso, accolto dal Tar, da parte di uno dei candidati, Adelmo Castagna, proprietario terriero di Capestrano, clamorosamente escluso dalla competizione dalla Deputazione, l’organo direttivo del Consorzio, di cui è presidente Fiorenzo Schiavitti.
Motivo dell’esclusione un precedente ricorso al Tar di Castagna, assieme ad un’altra cinquantina di agricoltori, contro la decisione da parte del Consorzio di triplicare i canoni irrigui. Un salasso che ha provocato veementi e generalizzate proteste.
Castagna aveva poi rinunciato al ricorso, ritenendo in questo modo di far cessare la materia del contendere, ma la Deputazione lo ha ritento ancora incandidabile.
Il legale di Castagna, Piergiorgio Merli del foro dell’Aquila, nel ricorso ha argomentato a favore della totale insussistenza dei motivi della presunta incandidabilità del suo assistito. Facendo anche osservare che la decisione è stata assunta da parte della Deputazione in chiaro conflitto di interessi, in quanto tra i candidati c’è anche il presidente Schiavitti.
Il Tar ha fissato al 26 ottobre prossimo la discussione in camera di consiglio. Fino ad allora dunque non si potrà procedere alle elezioni.
Un rinvio che acuisce l’insoddisfazione da parte dei consorziati nei confronti degli attuali vertici, accusati di aver triplicato i canoni per coprire i debiti derivanti dalla precedente gestione dell’Ente.
Torna in auge così l’ipotesi del commissariamento, più volte ventilata e anche auspicata da molti agricoltori, che potrebbe arrivare anche prima delle elezioni dei componenti del Consiglio dei delegati.





