L’AQUILA – ll 4 maggio, con l’avviso della Fase 2, riparte la ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico, dove è insediato quello che viene considerato il cantiere più grande cantiere d’Europa: il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha firmato l’ordinanza con cui si impone a tutte le imprese impegnate nei cantieri pubblici e privati del territorio aquilano il rispetto delle disposizioni contenute in un protocollo anti-covid che racchiude le buoni prassi in materia di sicurezza anti contagio, contrasto e contenimento alla diffusione del coronavirus.
In maniera progressiva torneranno in attività circa 500 siti e oltre 5mila addetti, dopo un mese e mezzo di fermo a causa dell’emergenza coronavirus, impegnati nella ricostruzione della città a 11 anni dal disastroso sisma che nel 2009 ha provocato 309 vittime.
Ordinanza che però ha provocato una bagarre nel consiglio comunale, con le opposzioni e la maggioranza, apparte Fratelli d’Italia, partito del sindaco, che hanno accusato Biondi di non condivisione e di fuga in avanti.
Particolamente battagliero il consigliere del gruppo misto Roberto Silveri, ex Forza Italia: “Avevamo fatto una conferenza dei capigruppo stabilendo di approfondire tutte le criticità sulla riapertura dei canieri della ricostruzione. Eravamo tutti d’accordo che il 4 di maggio non ci fossero le condizioni perché occorre del tempo per organizzare la macchina dei controlli, il chi fa cosa. Non c’è tempo, domani è festa. E’ la follia più totale”, ha tuonato.
La disposizione, tra le altre cose, pone in capo alle imprese l’obbligo di effettuare test tra i dipendenti per verificare la negatività al Covid-19 entro 14 giorni dalla comunicazione della ripresa dei lavori.
Il medico competente dovrà successivamente stabilire la periodicità degli esami. Il provvedimento impone a tutte le imprese, quelle aquilane iscritte all’associazione costruttori, e quelle forestiere, il rispetto delle stesse norme.
A stretto giro è intervenuta l’associazione nazionale construttori edili dell’Aquila, che in mattinata aveva incontrato Biondi.
“L’ordinanza del Sindaco dell’Aquila non ci trova impreparati – afferma l’Ance – in questi mesi di fermo Covid ha studiato e messo a punto le strategie per una riapertura sicura dei cantieri a tutela delle maestranze, della città e degli stessi imprenditori che rischiano in prima persona un’imputazione penale in caso di contagio, secondo le norme governative. Siamo pronti a sottoporre a test tutti i nostri dipendenti, come ulteriore garanzia, a patto che ci si dica come e soprattutto dove”. Tenuto conto dell’altissimo numero di persone interessate.
Nella conferenza stampa webinair, Biondi ha spiegato che “il protocollo è stato già condiviso con Prefettura, associazione edili e di categoria, Ispettorato del lavoro, sindaci del cratere 2009 e Dipartimento di prevenzione della Asl. L’ordinanza è più stringente rispetto ai provvedimenti nazionali vigenti per la semplice ragione che il contesto aquilano è molto differente e più articolato rispetto a quello italiano. Solo nella città dell’Aquila ci sono centinaia di cantieri e le maestranze censite a gennaio oscillavano tra le cinquemila e le seimila persone: si tratta di una città all’interno della stessa città, che ogni giorno si muove e vive per contribuire alla rinascita post sisma”.
“È possibile che con la ripresa di alcune attività da lunedì prossimo, tra cui proprio quella edile, il numero dei contagi possa tornare a salire. All’Aquila, fortunatamente, il numero di contagiati è stato molto basso e da giorni è pari a zero. L’obiettivo è mantenere questo standard, reso possibile grazie ad alcuni fattori, tra cui la prontezza del sistema sanitario aquilano di fronte all’emergenza, la conformazione del territorio e, soprattutto, la disciplina e il grande rispetto delle regole. Tutto sono stati chiamati a fare enormi sacrifici per limitare la diffusione del coronavirus e occorrerà lo stesso senso di responsabilità per intraprendere la fase due”.
Non rappresentano un obbligo, “ma solo una forte raccomandazione da parte dell’amministrazione comunale dell’Aquila”, la possibilità di far pernottare le maestranze nelle strutture ricettive del Comune dell’Aquila e dei territori limitrofi al fine di contenere il pendolarismo e l’utilizzo di applicativi per la raccolta di informazioni utili al tracciamento dei contagi da coronavirus per i lavoratori dei cantieri.
“I costi dovranno necessariamente essere a carico dei datori di lavoro. Ci rendiamo conto dello sforzo a cui saranno chiamati. Per questa ragione ho chiesto, con una nota inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e al ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, di prevedere una norma che consenta di riconoscere un contributo aggiuntivo alle imprese impegnate nella ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma 2009 per sostenere i maggiori oneri legati all’emergenza coronavirus”, spiega ancora il primo cittadino.
Per l’attuazione del protocollo, allegato all’ordinanza, sono fissati una serie di principi a cui dovranno attenersi le ditte: oltre il monitoraggio dei lavoratori attraverso controlli sanitari, è prevista la verifica della temperatura corporea all’ingresso del cantiere, la sanificazione giornaliera dei locali e degli ambienti chiusi, il rispetto delle distanze di sicurezza e delle misure generali previste in decreti, ordinanze e circolari del ministero della Salute.
Novità anche nel cratere sismico 2019, che in Abruzzo riguarda 24 comuni: sono state approvate quattro nuove ordinanze del commissario Giovanni Legnini, La più importante riguarda la semplificazione e l’accelerazione della ricostruzione privata attraverso il maggior coinvolgimento dei professionisti incaricati della redazione dei progetti.
Ripartito anche un fondo di 30 milioni di euro, di cui tre a favore della Regione Abruzzo, per la realizzazione di interventi volti a garantire la sicurezza dei lavoratori nelle aziende che operano nei territori danneggiati dal sisma.
Confermando il totale disaccordo con il sindaco, il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato a maggioranza un Ordine del giorno che “impegna il sindaco a portare all’attenzione del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, l’adozione di una specifica ordinanza applicata a tutto il territorio regionale interessato dalla Ricostruzione post-sisma”.
Si conclude così una lunga giornata di polemiche a seguito dell’ordinanza firmata dal primo cittadino dell’Aquila con cui si impone a tutte le imprese impegnate nei cantieri pubblici e privati del territorio aquilano il rispetto delle disposizioni contenute in un protocollo anti-covid.
Il Consiglio comunale, quindi, boccia l’ordinanza del primo cittadino e passa la palla a Marsilio con il documento approvato a maggioranza, con 24 sì e due astenuti (Lelio de Santis, Idv, e Giustino Masciocco, Articolo 1).
Un provvedimento, si legge nel documento, necessario in quanto occorre “assumere misure più rigide e restrittive rispetto a quelle previste con particolare riferimento all’obbligo di sottoporre a tampone preventivo tutte le maestranze, escluse quelle residenti nella provincia dell’Aquila, che rientreranno a lavorare nei cantieri dell’Aquila”.
A questo punto, considerato che il 4 maggio è alle porte, potrebbe non esserci il tempo necessario e la riapertura dei cantieri potrebbe anche slittare.






