L’AQUILA – Quali politiche di gestione mettono in campo i Comuni abruzzesi, per i 244 mila cani censiti, e un numero imprecisato, ma ben superiore di gatti?
Tenuto conto che, come giusto che sia, il tema al centro del dibattito è la gestione dei cittadini bipedi, la domanda può sembrare oziosa. Invece, si pensi al problema del randagismo, e all’accesso alle cure veterinarie, non lo è affatto, e una risposta, seppure parziale, si può trovare nel rapporto di Legambiente Animali in città, che ha analizzato nel dettaglio 1.162 amministrazioni comunali, il 14,7% del campione complessivo tra cui il 52,2% dei Comuni capoluogo, che hanno risposto ad un questionario.
In Abruzzo hanno fornito dati Teramo Pescara, Chieti tra i capoluogo, mentre L’Aquila non ha inteso partecipare, e un’altra ventina di comuni, i più popolosi tra i quali Lanciano e Avezzano.
A stappare la sufficienza, va subiti detto Teramo e Lanciano, voto pessimo per Avezzano, Pineto e Campli.
In Italia sui sono meritati il podio, seppure di questa classifica incompleta, Modena, Prato, e Verona.
Prima di procedere oltre, è però importante analizzare le performance alla base della valutazione.
C’è innazitutto la performance “quadro delle regole” ovvero l’esistenza di una disciplina relativa alla corretta detenzione degli animali in città e la previsione di specifiche sanzioni per gli illeciti, agevolazioni fiscali o sostegni economici a chi adotta cani e gatti presenti nelle strutture comunali, disciplina sulla prevenzione e contrasto del randagismo canino, sull’accesso degli animali d’affezione negli uffici e locali aperti al pubblico e così via.
Secondo parametro è “Risorse e risultati”, ovvero la disponibilità di dati aggiornati ad esempio sul rapporto fra il numero dei cittadini residenti e il numero di cani iscritti in anagrafe canina, sulla percentuale di gatti sterilizzati, il rapporto tra i cani entrati nei canili e quelli dati in adozione, o restituiti al proprietario e così via.
C’è poi il parametro “organizzazione e servizi”, ovvero “la presenza, adeguatezza e strutturazione degli Uffici pubblici appositamente dedicati”, le azioni di promozione della sensibilizzazione, all’anagrafe canina e felina e alla formazione dei proprietari di cani mordaci”, la “presenza del piano di monitoraggio delle colonie feline e la sua attuazione”, “la presenza di una procedura d’intervento su richiesta dei cittadini che si imbattono in animali liberi non padronali in difficoltà”.
Infine la perfomance dei “controlli”, ovvero la capacità di verificare a valle quello che a monte è stato previsto in termini di norme, regolamenti e azioni.
Tornando dunque alla classifica abruzzese: tra i comuni capoluogo come detto promossa con “sufficiente” solo Teramo, meritandosi un “buono” per la performance “quadro delle regole” , e un “ottimo” per “organizzazione e servizi”.
Pescara risulta complessivamente “insufficiente”,
Chieti risulta “scarsa” con voto “pessimo”, per “quadro delle regole” e “controlli”, solo la performance “organizzazione e servizi”, che è sufficiente.
Passando ai comuni non capoluogo: “sufficiente” anche Lanciano con un “ottimo” in pagella per “ quadro delle regole”, ed anche Pietracamela.
“Insufficiente” Barete, Pacentro, Villetta Barrea Gioia dei Marsi e Villavallelonga.
“Scarso” per Tortoreto, e Roseto, voto “pessimo” per Avezzano, Pineto e Campli.






