L’AQUILA – La Corte di Appello dell’Aquila, riformando la sentenza di primo grado, ha assolto “perché il fatto non sussiste”, dalle accuse di truffa ai danni dello Stato, i noti imprenditori aquilani Enzo Romano Marinelli ed Ettore Barattelli nell’ambito del processo su presunti favoritismi nell’assegnazione dell’appalto, di circa 11 milioni di euro, per la ristrutturazione della ex caserma Campomizzi dell’Aquila, avvenuto nel corso dell’emergenza post terremoto 2009.
A Marinelli, in relazione alla ulteriore accusa di false fatturazioni, è stata applicata la prescrizione.
L’intervento pubblico gestito dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna è stato finalizzato alla trasformazione dei locali, alla periferia ovest dell’Aquila, in alloggi dove ospitare gli sfollati: terminata l’emergenza, la struttura è stata destinata agli studenti universitari.
“Al di là del fatto personale sono contento che ne esca pulito ed esemplare il modello L’Aquila sulla ricostruzione della città. E’ la cosa più importante per l’immagine e la vita di tutti noi”, ha spiegato Baratelli.
I giudici di secondo grado hanno riformato la sentenza del Tribunale, emessa il 19 aprile del 2018, in seguito alla quale a Marinelli e Barattelli erano state inflitte rispettivamente le pene di 2 anni e un anno e mezzo di reclusione.
A Barattelli la condanna era costata la presidenza dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, carica alla quale era stato eletto circa un anno prima: si era dovuto dimettere per via del regolamento dell’associazione in campo nazionale che prevede le dimissioni in presenza di una condanna in primo grado.
Con la sentenza di oggi sono cadute anche le interdizioni a contrattare con la pubblica amministrazione e le accuse nei confronti delle rispettive imprese che fanno parte del Consorzio Federico II che si è aggiudicato l’importante commessa pubblica. Dissequestrati anche i beni aziendali.
I due imprenditori avevano rinunciato, in relazione all’accusa più grave, alla prescrizione perché convinti della loro innocenza ma anche per evitare il rischio di risarcimenti civili.
In primo grado erano stato assolti e usciti dal processo per intervenute prescrizioni, nove persone tra cui funzionari e dirigenti del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche Lazio Abruzzo Sardegna, stazione appaltante, e l’imprenditore Giulio Vittorini, terzo componente del Consorzio Federico II.
Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Stefano Gallo, i due avrebbero fatturato lavori altrui compiendo una “operazione truffaldina finalizzata a ottenere un profitto illecito rappresentando come propria un’attività svolta da un altro soggetto imprenditoriale”. I giudici di appello hanno cancellato ogni macchia.
I due imprenditori sono stati difesi dagli avvocati Antonio Milo e Cesidio Gualtieri, con il collegio difensivo composto, nella sua integralità, dagli avvocati Massimiliano Placidi (per Enzo Romano Marinelli e per la Marinelli ed Equizi srl) e Massimo Bevere e Fiorella Fischione (per Barattelli e per la Ettore e Carlo Barattelli srl).





