L’AQUILA – Scarichi fognari direttamente sui prati, gare di fuoristrada su neve con totale azzeramento della vegetazione trasformata in una distesa di fanghiglia, ruspe, camion e pietrisco del cantiere della galleria Anas di Serralunga su vegetazioni rarissime che teoricamente sarebbero tutelate a livello europeo.
Questo l’allarmante situazione su Campo Felice denunciata dalle associazioni Stazione ornitologica abruzzese onlus, Lipu, Altura, Pronatura Abruzzo, Ass. noi per lucoli onlus, Mountain wilderness, Gruppo naturalisti di rosciolo e Salviamo l’orso.
Gli insorti hanno organizzato una photogallery dal titolo “Se questo è un parco”, con lo scopo di puntare i riflettori sulla situazione di degrado in cui versa l’area di Campo Felice che, almeno sulla carta, dovrebbe essere una delle zone più protette dell’Appennino.
Augusto De Sanctis, della Stazione Ornitologica Abruzzese, così racconta la situazione ad AbruzzoWeb: “Siamo esterrefatti. Come si è potuto trasformare un parco naturale in un posto dove le macchine vanno a fare gare di fuoristrada, dove sono stati scaricati liquami che si riversano su pozzetti chiaramente non gestiti? Chi dovrebbe sorvegliare sul parco? E dov’è oggi questa sorveglianza?”.
“Abbiamo presentato un esposto ma perché dobbiamo essere noi a muoverci? Il danno, purtroppo è già stato fatto”, sospira.
L’area della Piana di Campo Felice è una conca carsica di elevato interesse. Nella zona, infatti, viene registrata la presenza di numerosi habitat tutelati dalla Comunità Europea: Codice 3170 – Stagni temporanei mediterranei; 6510 – Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis); 6430 – Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile.
Le aree umide della Piana di Campo Felice conservano specie floristiche uniche di importanza nazionale per il mondo vegetale, a rischio d’estinzione, oltre che a specie endemiche e di grande significato biogeografico. Senza dimenticare le molte specie animali presenti come il gracchio corallino, la coturnice, il lupo, l’orso e il tritone crestato.
Le associazioni si sono riunite per scrivere agli enti competenti, la Regione Abruzzo e l’Ente Parco in primis.
Denunciano, con forza, il profondo rammarico per la situazione attuale che appare “totalmente fuori da ogni controllo, senza alcuna forma di prevenzione attiva dei danni a fauna e flora e alle caratteristiche idro-geologiche del sito, compresa la qualità delle acqua superficiali e sotterranee”.
“Già nel momento in cui erano stati fatti i lavori per la galleria di Serralunga – spiega De Sanctis – avevamo presentato un esposto. Non per i lavori, che erano stati approvati, ma per la mancanza di controllo su come questi venivano eseguiti. Chi autorizza i lavori ha la responsabilità di controllare la corretta esecuzione dei lavori. In questa situazione era la Regione Abruzzo che avrebbe dovuto monitorare quello che stava succedendo”.
“Inoltre – continua il rappresentante della Soa – gli esiti del monitoraggio dovrebbero essere pubblicati sul sito dell’ufficio di competenza, in questo caso il Comitato di valutazione impatto ambientale della Regione Abruzzo, dando la possibilità a chiunque di controllare la situazione. L’obbligatorietà della pubblicazione degli esiti è sancita dal Decreto legislativo numero 152 del 3 aprile 2006, che all’articolo 28 dà le linee guida per effettuare il monitoraggio, mentre all’articolo 29.2 spiega quali sono i controlli da effettuare e le eventuali sanzioni da applicare in caso di negligenza”.
Le associazioni hanno chiesto un immediato intervento repressivo facendo rispettare le numerose leggi, comunitarie, nazionali e regionali poste a tutela di Campo Felice.
“Non ci basteranno delle multe nei confronti delle persone che hanno arrecato enormi danni alla zona – conclude De Sanctis – chiediamo di più. Vogliamo che sia imposto il ripristino di questi luoghi che rivestono un’importanza fondamentale per il territorio abruzzese”.





