PESCARA – Giorgia Giannandrea, 19 anni di Città Sant’Angelo (Pescara) incoronata miss Intimo 2013, darà il suo contributo contro il femminicidio facendosi immortalare dal fotografo delle miss Antonio Oddi.

Come tante donne del mondo dello spettacolo, Giorgia lo farà dedicando il suo corpo alla realizzazione di 20 mila cartoline che saranno inviate al Ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri e tutti i giudici d’Italia, affinché mettano a disposizione la loro sensibilità a riguardo il problema della violenza sulle donne già esplicato nella legge numero 119 del 15 ottobre 2013.

La miss ha spiegato: “questo è un fenomeno orribile, ho letto per esempio che in Italia le vittime sono state circa 130 solo nel 2013 e questo davvero non fa onore a nessun uomo che possa definirsi tale, perché le donne non dovrebbero essere toccate nemmeno con un dito”.

“Purtroppo in Italia noi donne non siamo neanche abbastanza tutelate, basti pensare alla leggerezza con la quale lo Stato lascia passare fenomeni di violenza e stalking non prendendo seri provvedimenti subito, ma aspettando sempre che accada qualcosa di più grave”, ha aggiunto.

Una tendenza alla violenza che secondo la giovane si manifesta anche a causa dell’idea che ”gli uomini hanno di noi; si sentono superiori e padroni, tanto da considerarci di loro proprietà e poi in caso di una relazione finita, o per eccessiva gelosia, perché molti dei più gravi casi di violenza si manifestano tra le mura domestiche, arrivando ad atti estremi come l’omicidio”.

“Sono contenta del fatto che stiano nascendo sempre più associazioni a sostegno delle donne, per aiutarci a reagire o semplicemente per far sentire la nostra voce. Io stessa ho deciso di partecipare a questa campagna che trovo un progetto di sensibilizzazione davvero utile, per esprimere la mia su un tema così delicato come questo, con la speranza di un reale cambiamento”.

Giorgia ci metterà la faccia e soprattutto il corpo perché ha scelto di farsi fotografare in intimo, come richiede la fascia che si è aggiudicata nel 2013.

Lo farà davanti all’obiettivo del fotografo e amico Antonio Oddi.

“Si tratta di una sorta di provocazione che vuole trasmettere il messaggio che una donna è altro che di un semplice corpo” ha sottolineato.

“A volte per attrarre l’attenzione e farsi ascoltare bisogna essere trasgressivi e lanciare un messaggio che sia efficace – ha ribadito – la mia opera di sensibilizzazione la farò così, mettendoci il mio corpo”.