L’AQUILA  – Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha bloccato il percorso di fusione tra le Camere di Commercio dell’Aquila e Teramo accogliendo il ricorso presentati dai teramani nelle scorse settimane contro il progetto, peraltro fermo da tempo, previsto dalla riforma nazionale. 

I giudici amministrativi hanno concesso la sospensiva fino alla trattazione collegiale dell’istanza cautelare fissata nella Camera di consiglio dell’11 marzo prossimo.

La Camera di Commercio teramana, guidata da Gloriano Lanciotti, aveva presentato il ricorso contro Regione Abruzzo, il ministero dello Sviluppo Economico, Unioncamere nazionale e l’Ente camerale aquilano opponendosi alla costituzione della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, tra le altre cose, per la differente condizioni dei due enti, quello aquilano ritenuto fermo nella sua attività, e quello teramano, attivo e virtuoso verso il proprio territorio. 

Da mesi sulla fusione sono in atto polemiche e scontri, anche politici, che hanno coinvolto anche la Regione Abruzzo. 

Dopo mesi di polemiche e attacchi diretti da parte delle associazioni di categoria e con la fusione con i cugini teramani al palo da troppo tempo, il presidente della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, ha rotto un lungo silenzio nell’ottobre del 2019, ammettendo il blocco dell’Ente.

“L’attività è in fase di stallo, soprattutto in termini di programmazione delle iniziative”, ha detto Santilli, inviando anche una lettera, indirizzata al ministero dello Sviluppo economico, al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo, a Unioncamere Roma e al presidente della Camera di Commercio di Teramo.

Una comunicazione in cui si è voluto denunciare la mancata unione nell’ambito della quale non esita a dare responsabilità anche alla Regione.

Nella missiva Santilli si è mostrato infastidito dalla scelta della Regione di convocare solo Lanciotti “per verificare la revoca della delibera di accorpamento”, per la formazione della nuova Camera di Commercio Gran Sasso e ha sottolineato tutti i ritardi accumulati.

Infine sono suonate come un diktat le parole del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, del Movimento 5 stelle, intervenuto a novembre a Treviso all’Assemblea dei presidenti delle Camere di Commercio, che ha ribadito l’importanza di intraprendere, senza più tergiversare, la via obbligata delle fusioni, sancita dalla legge, rivolgendosi a tutti gli Enti camerali italiani ancora recalcitranti. (a.c.p.)