L’AQUILA – Cresce il malcontento per la mancata fusione tra le Camere di Commercio di L’Aquila e Teramo e contro il presidente dell’ente camerale del capoluogo, Lorenzo Santilli, mentre la Confcommercio promuove in sordina un incontro tra lo stesso Santilli e il suo omologo Giandomenico Di Sante, il cui resoconto è in modo piuttosto singolare affidato ad una nota dell’associazione di categoria.

La Cisl nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme per 32 posti di lavoro a rischio tra Cresa, Agenzia per lo sviluppo, Centro esteri e Centro interni.

Oggi è tutta la triplice sindacale a rivolgersi a Santilli per chiedere un “incontro urgente su fusione con Camera di Commercio di Teramo, Riforma camerale e problematiche relative al personale”.

La missiva è molto sintetica, ma i segretari provinciali di Cgil, Umberto Trasatti, Cisl, Paolo Sangermano, e Uil, Michele Lombardo, oltre a quelli della categoria funzione pubblica, Francesco Marrelli (Fp Cgil), Michele Tosches (Cisl Fp) e Simone Tempesta (Uil Fp), sono determinati a rompere il muro eretto da Santilli che, secondo quanto si apprende, da tempo si sottrae al confronto.

Da Santilli nessuna risposta neanche ai vertici delle categorie: è il caso del direttore della Confederazione degli artigiani (Cna), Agostino Del Re, che dalle pagine del Centro è tornato a chiedergli di fare “un passo indietro”.

Del Re, che è anche vice presidente della Camera di Commercio, ha spiegato che “non c’è un solo progetto che Santilli abbia portato a termine, dai 900mila euro di fondi per il rilancio del territorio, spalmati su tre iniziative, all’Aquila, Avezzano e Sulmona, nessuna delle quali è andata in porto, al Laboratorio per lo sviluppo turistico (Lab Abruzzo)”.

“È stata portata a termine solo la fase di ascolto delle imprese e delle istituzioni locali – aggiunge Del Re – poi, il progetto si è arenato, nonostante il coinvolgimento di 250 aziende. Un piano presentato in grande stile che sarebbe dovuto servire a rilanciare il comparto turistico come volàno per un processo di riposizionamento dell’Abruzzo, in particolare del cratere, sui mercati globali, puntando sull’attrattività del territorio”.

“Lo stesso vale per la fusione con la Camera di commercio di Teramo – aggiunge Del Re – che ancora non trova un punto di approdo. Secondo la riforma in atto, Uniocamere avrà possibilità di esistere solo nelle regioni con almeno tre Camere di commercio e non è il caso dell’Abruzzo. Questo temporeggiare rischia di far perdere un treno importante al territorio”.

Del Re parla di “malcontento generale, all’interno dell’ente camerale e tra le associazioni di categoria. Santilli non ha portato a casa neppure un risultato, non interagisce con gli organismi . Un silenzio assordante che non può più essere giustificato. Chi riveste un ruolo pubblico ha il dovere di confrontarsi con chi lo rappresenta e lo ha eletto”.

“Particolarmente soddisfatto dell’esito dell’incontro e delle utili informazioni ricevute dai presidenti delle due Camere” si è detto il presidente della Confcommercio Roberto Donatelli.

“Tale iniziativa rientra pienamente nella azione di raccordo che Confcommercio nazionale ha già messo in campo per favorire le fusioni delle Camere di Commercio recependo le indicazioni dei territori anche per riportare all’Unioncamere nazionale una proposta utile al compito ad essa affidato dalla nuova normativa, che espressamente prevede in Unioncamere il soggetto unico deputato a formulare la proposta di riorganizzazione territoriale delle nuove Camere”.

“Entrambi i presidenti – si legge nella nota – hanno ribadito la volontà di procedere alla fusione, come peraltro già manifestato da tempo dai due Consigli camerali, indicando nell’efficientamento del sistema a beneficio delle imprese locali e nella tutela dei livelli occupazionali, le priorità che dovranno guidare il processo in narrativa recependo i contenuti della riforma”.

Ai lavori ha assistito il direttore regionale di Confcommercio Abruzzo Celso Cioni.