L’AQUILA – Dopo la sofferta fusione… crepe e spaccature. L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila è pronta a fare ricorso all’autorità giudiziaria contro l’attribuzione dei seggi a lei spettante, che rischia di essere dimezzata, nel nuovo consiglio generale della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, nata dalla fusione tra quelle dell’Aquila e di Teramo.
Ente faticosamente nato dopo una procedura che si è trascinata due anni, e che nel versante aquilano, il commissario ad acta Fausta Emilia Clementi, ancora non riesce a chiudere.
Intanto però già da mesi si sono scatenati, in entrambi i versanti della vetta degli Appennini, gli appetiti per la conquista delle poltrone, da presidente e vice presidente.
Ad essere oggetto del ricorso, la bocciatura arrivata due giorni fa da parte del commissario Clementi, della documentazione presentata dall’Ance, relativa al numero di aziende iscritte, e delle quote associative versate, sulla base della quale vengono poi ripartiti i seggi in seno al consiglio e decisivi per l’elezione dei vertici, e per avere voce in capitolo in vista di tutte le future scelte dell’ente camerale interprovinciale. La rettifica richiesta, in soldoni, porterebbe al dimezzare questi seggi. Ipotesi per l’Ance inaccettabile, tanto che ha messo tutto nelle mani dell’avvocato aquilano Roberto Colagrande, al fine di adire per le vie legali.
Richieste di rettifica sono arrivate in verità un po’ a tutte le associazioni datoriali, ma in misura minore, come impatto numerico, rispetto ai dati presentati.
La nascita della nuova Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia, sancita ufficialmente a novembre 2016 dal presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, e da quello di Teramo, Gloriano Lanciotti, sta incontrando difficoltà enormi, anche in relazione ai ritardi con cui l’ente camerale aquilano ha dato il via alla procedura.
Sono, infatti, già passati due anni dalla formalizzazione della nuova Camera interprovinciale, senza che si sia mosso nulla. Gli appetiti però sono molti, con le associazioni di categoria che sgomitano per trovare un posto al solo e accaparrarsi la presidenza e la vice presidenza dell’ente.
Secondo il vecchio accordo, salito agli onori delle cronache come “patto dell’ossobuco”, sancito nel 2015 da una cena a casa del direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni, la presidenza del nuovo ente interprovinciale spetterebbe a Confindustria, mentre la vicepresidenza a Confcommercio.
L’accordo sottotraccia fu stilato dagli Industriali e dall’associazione commercianti per consentire la rielezione alla carica di presidente di Santilli che, in cambio del secondo mandato, ha promesso la garanzia del turnover al momento della formazione del nuovo ente camerale unico.
In corsa per la presidenza ci sarebbero Cesare Zippilli, attuale presidente degli Industriali di Teramo Cesare Zippilli, presidente di Confindustria Teramo, nomina che secondo i bene informati dovrebbe essere la contropartita per la presidenza all’attuale capo degli industriali aquilani, Marco Fracassi, del nuovo soggetto nel caso di fusione tra le due Confindustrie provinciali dell’Aquila e Teramo. E Antonella Ballone, teramana, in quota agli Industriali, figlia dell’imprenditore proprietario della Baltur, Agostino Ballone, attuale presidente di Confindustria Abruzzo. E’ dato comunque in corsa anche il citato Lanciotti.
Fuori dai giochi, invece, Santilli, che punta ad un incarico a Unioncamere a Roma, ma che non gode di un largo consenso in seno alla giunta e al consiglio camerale, per l’annosa vicenda della cancellazione della Rassegna ovini e di una politica ritenuta “troppo accentratrice”.
Lo stesso Santilli punterebbe a piazzare uno dei suoi uomini alla vice presidenza: il direttore Cioni, o in alternativa, Gianni Frattale, la cui vicinanza al presidente della Camera di commercio dell’Aquila è nota, tanto che i due hanno sfilato insieme nel corteo della Perdonanza, sotto lo stendardo camerale, pur non avendo Frattale alcun incarico in giunta. Tra i papabili anche Ezio Rainaldi, delegato di Confindustria alla ricostruzione, che punta ad entrare in giunta ed Ettore Barattelli, ex presidente dell’Ance L’Aquila.





